Lucas Biglia, ex centrocampista argentino con quasi 60 presenze in maglia rossonera tra il 2017 e il 2020, è intervenuto ai microfoni di Sportitalia soffermandosi su diversi temi legati all’attualità del Milan. L’ex regista ha parlato in particolare del futuro di Tijjani Reijnders, uno dei profili più discussi sul mercato.“Reijnders è sostituibile in caso di cessione? Lui è un giocatore molto importante,” ha dichiarato Biglia. “Ha fatto benissimo in questa stagione, nonostante le difficoltà generali del Milan. Ha mantenuto un livello di rendimento sempre molto alto. Gli interessi da parte di altri club sono assolutamente meritati.”
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L’argentino non si nasconde e lancia un messaggio alla dirigenza di via Aldo Rossi:
“Speriamo che il Milan faccia il possibile per trattenerlo. Altrimenti, Reijnders seguirà il suo percorso. È giovane, forte e ha sicuramente ancora tanto da dare al calcio europeo.”
Futuro in panchina: quale allenatore per il Milan?
Nel corso dell’intervista, a Biglia è stato chiesto se vedrebbe bene un nome in particolare sulla panchina del Milan per la prossima stagione. La sua risposta è stata cauta, ma non banale:
“Dipende da cosa vuole fare il Milan il prossimo anno, da che progetto vuole costruire. Gli allenatori forti ci sono, ma serve una visione chiara. Serve coerenza tra idea di gioco e identità del club.”
Un pensiero che riecheggia il dibattito attuale tra tifosi e addetti ai lavori: serve un tecnico vincente o un profilo emergente con idee moderne?
Milanello visto da dentro: cosa è mancato in questa stagione?
Infine, Lucas Biglia ha parlato con rispetto e discrezione dell’ultima stagione del Milan, che ha deluso le aspettative di molti nonostante una rosa considerata competitiva:
“Non mi permetto di dire cosa è mancato. Mi dispiace, perché la rosa era forte, composta da tanti giocatori che negli ultimi anni hanno fatto benissimo. Certo, qualcosa è venuto meno, magari la regolarità. Ma non voglio sbilanciarmi su qualcosa che non conosco a fondo.”
Parole che arrivano da chi ha vissuto lo spogliatoio di Milanello e conosce il peso della maglia rossonera. Una riflessione sincera, che invita a guardare avanti con lucidità e spirito critico.
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