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Milan, vittoria da grande ma l’attacco resta un rebus: i gol arrivano, le punte no

Il Milan porta a casa tre punti pesantissimi contro il Torino, imponendosi per 3-2 al termine di una partita dai due volti: complicata e opaca nel primo tempo, vibrante e ribaltata nella ripresa. Una vittoria che pesa in classifica e nel morale, ma che allo stesso tempo lascia aperta una questione ormai evidente: i rossoneri segnano, ma non con i loro attaccanti.

Ancora una volta, infatti, nessuno dei gol è arrivato dalla coppia titolare formata da Christian Pulisic e Niclas Füllkrug, né dai loro sostituti, Santiago Giménez e Christopher Nkunku. Un dato che, più che episodico, sembra ormai strutturale.

A guidare la classifica marcatori stagionale è Rafael Leão con 9 reti, seguito proprio da Pulisic a quota 8. Ma dietro di loro si apre un quadro frammentato: Nkunku è fermo a 5 gol (di cui tre su rigore), mentre Füllkrug è addirittura a quota 1. Numeri che raccontano meglio di qualsiasi analisi il nodo centrale del Milan: l’assenza di un vero terminale offensivo continuo.

I gol arrivano dagli altri reparti

La produzione offensiva, va detto, non manca. I rossoneri trovano la via del gol con una certa regolarità, distribuendo le marcature tra centrocampisti, esterni e persino difensori. Emblematici in questo senso i contributi di Ruben Loftus-Cheek e Strahinja Pavlović, spesso decisivi in zona gol. Una ricchezza che però rischia di trasformarsi in limite quando manca un riferimento offensivo capace di garantire continuità.

Nel calcio moderno, soprattutto per una squadra con ambizioni di vertice, è fondamentale poter contare su una punta da doppia cifra avanzata, capace di incidere nei momenti chiave e di risolvere anche le partite più bloccate. Il Milan, oggi, sembra sopperire con il collettivo a questa mancanza, ma il rischio è di pagare dazio nel lungo periodo.

La sfida contro il Torino lo conferma: rimonta di carattere, qualità diffusa, ma ancora una volta senza il timbro degli attaccanti. Un segnale positivo per la solidità del gruppo, meno per l’equilibrio del reparto offensivo.

La sensazione è che il Milan sia una squadra completa ma non ancora “definita” in attacco. E finché i gol continueranno ad arrivare dagli altri reparti, il problema resterà sullo sfondo. Ma prima o poi, inevitabilmente, tornerà al centro del dibattito.

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