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Nkunku: “Mai pensato di andare via! Ecco cosa non ha funzionato a inizio stagione”

Christopher Nkunku ha rilasciato una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport. Tanti i temi affrontati dal francese. Nkunku, dopo un’inizio di stagione complicato, si è finalmente sbloccata. Da fine dicembre a messo a segno 5 gol, guadagnando tanto spazio e iniziando ad entrare in maniera importante nei meccanismi della squadra. L’ex Chelsea potrebbe rivelarsi un fattore fondamentale nella seconda parte di stagione. Queste le parole di Christopher Nkunku:

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La doppietta al Verona è stata la svolta della stagione dopo un inizio di stagione complicato dovuto anche alla mancata preparazione estiva?

Non fare la preparazione per un giocatore è come non preparare le domande in un’intervista per un giornalista. Per me è stato difficile perché non avevo mai saltato una preparazione. È fondamentale per avere la forma giusta”.

Il peso di non trovare il gol:

Ho cercato di restare calmo, perché conosco le mie qualità, sapevo che prima o poi sarebbero arrivate, era questione di tempo. In attacco bisogna fare il gol, è il nostro lavoro. Ho sempre cercato di aiutare la squadra, ma chiaramente se fai gol o assist è più evidente. Aveva ragione Allegri, io lo ascolto sempre perché ha tanto esperienza, quando sorridi e vedi le cose in modo diverso, tutto cambia”.

Sulla condizione fisica?

Mi sento meglio rispetto all’inizio. Ora sto giocando con continuità e questo sicuramente aiuta. Voglio sfruttare tutte le occasioni che ho per segnare. Il mio focus è fare 10-12 gol. Devo continuare ad adattarmi al campionato, la Serie A è diversa dagli altri campionati in cui ho giocato. In Italia le squadre sono preparate tatticamente, nessuno si prende rischi o concede spazi”.

Sul possibile addio a gennaio:

Non ho mai pensato di andare via. Questo è il punto. Il mio agente non ha portato nessuna offerta, era solo voci. Io non gli ho chiesto di cercare altri club. Volevo solo stare qui e fare il massimo al Milan. Se sei un calciatore non puoi ascoltare tutto quello che viene detto da fuori, ma devi concentrarti su ciò che conta. So dove voglio stare e pazienza se la gente parla”.

rabiot milan

Con Maignan, Fofana e Rabiot parlate mai del Mondiale?

Non tanto, siamo focalizzati sul fare bene al Milan. Se faremo il massimo a Milano, tra 3-4 mesi, avremo più possibili di far parte della squadra che andrà al mondiale. Nel 2022, in Quatar, mi ero fatto male poco prima che iniziasse la manifestazione. La Francia è fortissima, potremmo avere 3 squadre diverse e sarebbero tutte competitive”.

Su Rabiot:

Per me è sempre stato forte, ma ora è anche decisivo. Anche perché allegri chi affida compiti più offensivi. Ha un tifo fenomenale e corre tantissimo. Potrebbe giocare 90 minuti ogni giorno., non è mai stanco. Non ha limiti, spinge sempre: è una bestia. A Bologna è venuto a consolarmi dopo l’occasione mancata. Non lo ha fatto perché siamo francesi, qua al Milan si aiutano tutti a vicenda, siamo un gruppo unito”.

Cosa significa vestire la maglia del Milan?

Il Milan è il club più grande d’Italia. L’ambizione della società di vincere titoli è la stessa che ho io. Questo è un club che è nato per vincere”.

Sull’esultanza ormai iconica:

È per mio figlio, penso che gli piaccia molto e continuerò a farla. A Como non l’ho gonfiato perché era il gol dell’1-1, non c’era tempo da perdere. Bisognava vincere”.

Su Ibrahimovic:

Ora lo vedo in giacca e cravatta, prima con le scarpe con i tacchetti. Per il resto non è cambiato molto: ha ancora il suo carattere e la sua grande voglia di vincere

Su Maignan e Modric:

Mike ci ha aiutato a fare tanti punti, ha una grande leadership nello spogliatoio. Quando parla tutti ascoltano. È un capitano vero, ora che ha rinnovato il contratto siamo tutti più tranquilli. Luka è super, fa dei lanci di esterni pazzeschi, se ci provo io mi si sposta l’anca. Secondo me può giocare fino a 45 anni”.

Chi è più veloce tra Nkunku e Leao?

Sul breve io, sulle distanza lunghe Rafa”.

Sulle altre squadre in Serie A:

Il Como gioca bene e la farà girare in maniera intelligente. Noi pensiamo partita per partita e abbiamo un obbiettivo chiaro: arrivare tra le prime quattro. Tra un po’ ci sarà anche il derby, un match speciale. Milano mi piace molto, vivo vicino a San Siro. Milanello mi ricorda clairefontaine”.

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