Attraverso i suoi canali social, il noto telecronista Pierluigi Pardo, ha analizzato la vittoria del Milan di Massimiliano Allegri. Secondo successo consecutivo per i rossoneri, il primo tra le mura domestiche. Contro i felsinei la proposta di gioco è stata più che convincente, molte le occasioni create frutto di una solidità difensiva importante e di una manovra essenziale ma discretamente fluida. Pardo ha voluto porre l’attenzione proprio sull’atteggiamento del Milan, profondamente diverso da quello dell’ultima Juve allenata da Massimiliano Allegri. Secondo Pierluigi Pardo, c’è una ragione ben precisa, da ricercare nella costruzione della rosa. L’attuale squadra allenata da Max potrebbe essergli più familiare e congeniale, rispetto a quella allenata nel suo secondo ciclo in bianconero. Queste le parole di Pierluigi Pardo:
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Un allenatore più lontano dagli stereotipi che lo hanno inseguito negli ultimi anni
“Allegri ha vinto, ha vinto una partita nella quale la grande protagonista è stata la qualità di alcuni elementi a sua disposizione: Modric su tutti, ma anche Pulisic quando è entrato dalla panchina, oltre a Rabiot. Questo mi fa pensare che la squadra che sta costruendo Max sia molto lontana dagli stereotipi che gli sono stati attribuiti negli ultimi tempi: allenatore difensivo, primitivo, corto muso, ecc ecc. Cose che in parte erano anche vere per quanto dimostrato nell’ultima esperienza alla Juventus”.
Pardo prosegue: “Probabilmente, nel suo secondo ciclo in bianconero, Allegri non riteneva di avere i giocatori per poter fare un certo tipo di calcio e il cosiddetto corto muso, si presentava più come una necessità e non come una scelta. Adesso i giocatori ce li ha, le incognite sono legate all’età o alla condizione fisica di elementi come Modric. Contro il Bologna si è vista quella che è la strada che il Milan vuole intraprendere e da un punto di vista estetico, Allegri sembra voler rompere con il passato”.
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