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Sanremo 2025, la nuova proposta rivela: “Nel mio cuore solo il Milan”. Poi l’aneddoto su Pato

PATO - MILAN

Intervistato da calciomercato.com, Alex Wyse, finalista del Festival di Sanremo 2025 nella sezione delle nuove proposte, ha parlato della sua passione per il Milan e per Alexandre Pato.

Sulla sua passione per il Milan:

“Sono cresciuto in una famiglia juventina, poi, forse per evidenziare il mio lato un po’ ribelle ho iniziato a simpatizzare per il Milan. Ai tempi di Pato lo seguivo molto, poi praticandolo ho iniziato a seguirlo meno”.

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Sulla sua carriera da calciatore:

“Ho giocato a basso livello sia in Italia, che in Inghilterra nel periodo durante il quale ho vissuto lì. Ho iniziato terzino destro ma era un ruolo che non mi piaceva, così nel tempo sono diventato centrocampista centrale e attaccante con caratteristiche da falso nove. Quando avevo 13/14 anni, diventare calciatore era il mio più grande sogno”.

Sulla simpatia verso il Manchester City:

“Mio padre è inglese e tifoso del Liverpool, così io ho iniziato a simpatizzare per… il Manchester City. Sempre per fare una cosa diversa da quella convenzionale. Nel mio cuore ho sempre avuto il Milan, ma quando Pato è stato a un passo dai Citizens ho iniziato a seguire anche loro”.

Alex Wyse Sanremo 2025
Alex Wyse Sanremo 2025

Su Pato:

“Mio giocatore preferito? Assolutamente sì, il mio gatto nero l’ho chiamato Pato. Ricordo che in quegli anni il Milan aveva anche giocatori come Kakà e Ronaldinho, ma quest’ultimo, per esempio, per i miei gusti faceva dei trick di troppo che non servivano”.

Sulla finale del 2005 tra Milan e Liverpool:

“Non mi ricordo chi ha vinto alla fine… dopo il primo tempo ho spento la tv. Quella volta è andata bene a lui, due anni dopo abbiamo vinto noi. E poi in bacheca abbiamo più titolo noi no?! Quella è sempre la scusa per ogni cosa”.

Sulla prima volta allo stadio:

“Ero a San Siro, mi pare fosse un Milan-Torino. Ero piccolino, insieme a mio padre che veniva a trovarmi in Italia una volta al mese. Quando guardi una partita da casa non ci si rende conto quante persone ci sono in un impianto, ma vivendo una partita dallo stadio ci si rende conto di quante persone seguono il calcio e si entra nella testa delle persone”.

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