Serginho, ex terzino sinistro rossonero, ha parlato del momento che sta attraversando il Milan, analizzando nello specifico la stagione di Theo Hernandez. Il Diavolo in serata affronterà il Bologna, non il più comodo degli avversari, in un momento difficile come quello attuale. I rossoneri arrivano da due risultati negativi consecutivi. Il pareggio casalingo con il Feyenoord ha impedito agli uomini di Conceiçao di accedere agli ottavi di finale di Champions League. Nel weekend è arrivata anche la sconfitta contro il Torino. La partita contro i granata era fondamentale dato che nello stesso turno di campionato, quasi tutte le dirette concorrenti per il quarto posto avevano perso punti.
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AI microfoni della Gazzetta dello Sport, Serginho ha fatto il punto sui rossoneri, focalizzandosi su Theo Hernandez, protagonista di una stagione da molti definita come negativa. Proprio contro il Feyenoord, il numero 19 si è fatto espellere per un inutile simulazione, lasciando in 1° i compagni, in una gara decisiva. Un atteggiamento che non ci si aspetta da un leader dello spogliatoio. In stagione ci sono stati altri momenti in cui l’esterno francese è finito nel mirino della critica. L’espulsione rimediata a Firenze, dopo il fischio finale, non è stata digerita da molti tifosi. Ancora prima, il famoso episodio del coolin break, quando Theo e Leao rimasero in disparte. Queste le parole di Serginho alla Gazzetta dello Sport.
Sul momento che sta vivendo la squadra: “Come tutti i milanisti sono in attesa che l’attuale situazione migliori. Purtroppo non stiamo ottenendo i risultati sperati, né in campionato né in Champions League. Fino a questo momento il miglior Milan non si è ancora visto”.

Sul futuro: “Il mercato invernale ha rinforzato la squadra. Da ora, senza le partite di Champions, il Mister avrà più tempo a disposizione per migliorare la squadra. Ci sarà più tempo per allenarsi. Peccato che siamo a marzo e non si può più sbagliare”.
Un consiglio a Theo Hernandez: “Non gli di consigli, faccio solo una considerazione, per me è il terzino sinistro più forte al mondo. Non va caricato di troppe responsabilità e pressioni perché non è un centravanti o un trequartista, non può fare un gol o un assist ogni partita e non può essere sempre decisivo. Per anni è stato come Superman e ha abituato troppo bene i tifosi, ma credo che presto regalerà nuove soddisfazioni”.
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