Si può mai giocare a calcio senza Tonali e Kessié deve essere, come di consueto, la domanda da cui partire. La risposta dovrebbe essere “sì“, per natura logica.
Per pura casualità, però, si dà il caso che le domande nascano in forma massiccia specialmente dopo i grandi pasticci. Si registra, inoltre, che il problema dell’esistenza del Milan non è da poco. Dopo l’eliminazione dall’Europa League e, dopo le cocenti insoddisfazioni di Champions League e Coppa Italia e, da lunedì forse – definitivamente – anche di campionato, il Milan soffre bene del tipico smarrimento umano, perso in quella grandissima massa indistinta composta da acqua, aria, terra e fuoco. Un qualcosa che si chiama Terra, tutto sommato.
Il Milan alza la testa e non sa cosa fare e non sa nulla, praticamente, al momento. E tutto potrebbe cambiare velocemente, come accade specialmente in estate.
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Quel che è evidente è che ci sono dei difetti da sistemare, come deve essere. Alla stessa maniera, è chiaro – ma da un po’ – che qualcuno abbia gestito piuttosto male i piani, per determinate aree. Il centrocampo rossonero, infatti, è davvero quanto di più critico esiste se si fa un giro da Città del Capo, Sudafrica, fino alla lontana Alaska.
Un agglomerato di opzioni come Loftus-Cheek e Reijnders o Adli e Musah, dove nessuno sembra essere solido o quantomeno di contenimento, è questo centrocampo. Senza dilungarsi, perché nessun milanista vuole ripensare a Roma-Milan, gli ultimi tre della lista appena stilata non cambaciano per nulla alla descrizione del centrocampista necessario.
L’errore (grave) potrebbe esser stato credere che Loftus-Cheek fosse fatto per il ruolo, guardando soltanto al suo aspetto fisico. Oppure, pensare che Bennacer (meno efficace, difensivamente, dalla versione di un anno fa) fosse abbastanza per chiudere la strada a chi scavalcava il centrocampo. Il risultato è un reparto non equilibrato che imbarca acqua, ma specialmente nelle partite che contano. Quelle pesanti.
Al di là del carattere debole nelle gare che contano, oggi il Milan non può giocare a calcio senza Tonali e Kessié. O ancora, deve fare quel gioco così sgradevole che è simile a scambiare le figurine. Deve praticamente cercare giocatori molto simili a quei due, ma diversi (si suppone). È un gioco davvero ingrato, ve lo giuro.
Davvero, il Milan di metà aprile 2024 al momento risente ancora dei loro addii, davvero.
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