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Verso Milan-Bari, al via la protesta degli ambulanti fuori da San Siro: il motivo

San Siro

Milan-Bari

aprirà ufficialmente la stagione sportiva dello stadio San Siro. I rossoneri cominceranno con i trentaduesimi di Coppa Italia a causa della sconfitta nella finale scorsa contro il Bologna, che è arrivato al nono posto Serie A, con il Diavolo ottavo. Dentro San Siro è previsto un clima di festa: sono 53 mila gli spettatori attesi, più i sostenitori che arriveranno dalla Puglia. I tifosi, infatti, non vedono l’ora di guardare all’opera il nuovo Milan di Massimiliano Allegri.

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Fuori da San Siro, invece, come riporta Calcio e Finanza, è atteso un clima di protesta a opera degli ambulanti in occasione della sfida tra i rossoneri e i biancorossi. Tale contestazione nasce perché, secondo il consorzio operatori stadio Meazza (Cosm) comprendente 64 aziende che forniscono servizi di food&beverage e merchandising sul piazzale antistante lo storico impianto meneghino, “le squadre di calcio vogliono sostituirli per massimizzare gli introiti economici della vendita dei prodotti con l’effige delle squadre. Tale scelta mette a rischio oltre mille persone che hanno lavorato a San Siro per decenni, sostenendo le loro famiglie con le proprie attività. Sono storici volti del Meazza, la cui professionalità e storia vengono messe ora in discussione”.

La contestazione alla M-I Stadio

I venditori ambulanti contestano alla M-I Stadio, ovvero la società controllata dai due club milanesi che gestisce lo stadio e le aree limitrofe durante gli eventi sportivi e musicali, la scelta di prolungare il contratto applicando delle modifiche. I commercianti, infatti, possono restare nell’area fino al 30 giugno 2030, ma a condizioni diverse rispetto a quelle stipulate nel contratto scaduto il 31 luglio. Il consorzio ritiene che tali condizioni siano “inaccettabili” poiché i suoi membri “vedrebbero drasticamente ridotte le loro attività e, di fatto, perderebbero i loro posti di lavoro”.

Con questa protesta la Cosm spera che la società controllata da Milan e Inter si impegni a trovare una soluzione “equa e dignitosa” che consideri il “valore umano e storico di questi lavoratori”.

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