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Stangata per Pogba: 4 anni di squalifica! La reazione del francese: “Farò ricorso!”

Accolta la richiesta della Procura antidoping: Paul Pogba è stato squalificato 4 anni per doping. Il centrocampista della Juventus, risultato positivo al test antidoping dopo Udinese-Juventus del 20 agosto, per aver assunto il Dhea, ovvero il pentadeidroepiandrosterone che è un ormone precursore del testosterone, era stato sospeso l’11 settembre. A questo punto i legali del giocatore potrebbero impugnare la sentenza al Tribunale Arbitrale dello Sport di Losanna. Se la squalifica dovesse essere confermata anche da parte del tribunale svizzero, per Pogba, che il 15 marzo compirà 31 anni, la carriera potrebbe chiudersi definitivamente.

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Pogba - Juventus
Pogba – Juventus

La linea difesa del francese, che aveva definito accidentale l’assunzione della sostanza, non è stata accolta dall’accusa: un passaggio fondamentale per i legali di Pogba ma che non ha portato ai risultati sperati. Dopo aver rifiutato il patteggiamento, che avrebbe portato a dimezzare la richiesta di squalifica, la Procura ha confermato la squalifica di 4 anni, il massimo della pena. Il centrocampista della Juve potrà dunque tornare in campo solamente all’età di 35 anni, ma il futuro sembra davvero essere troppo complesso visto anche il lungo periodo di inattività causato dai tanti infortuni che dal non gli hanno permesso di contribuire alla causa bianconera nella sua seconda avventura a Torino.

La reazione di Pogba: “Sono triste, farò ricorso!”

Pogba - Juventus
Pogba – Juventus

Questa la reazione di Paul Pogba dopo la sentenza. “Oggi sono stato informato della decisione del Tribunale Nazionale Antidoping e ritengo che la sentenza sia errata. Sono triste, scioccato e con il cuore spezzato che tutto quello che ho costruito nella mia carriera da giocatore professionista mi sia stato tolto. Quando sarò libero da restrizioni legali l’intera storia sarà chiara, ma non ho mai preso consapevolmente o deliberatamente integratori che violano le normative antidoping. Da atleta professionista non farei mai nulla per migliorare le mie prestazioni utilizzando sostanze vietate. Non ho mai mancato di rispetto o imbrogliato altri atleti e tifosi di nessuna delle squadre per cui ho giocato o contro. In conseguenza della decisione annunciata oggi farò ricorso davanti al Tribunale arbitrale per lo sport”.

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