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Milan, qualcosa non quadra nella narrazione: Okafor e altri “supereroi”

Perché quando si parla di Milan cambia costantemente la narrativa a seconda dell’onda? Questa è una delle domande a cui cerchiamo spesso di rispondere. Da inizio stagione non si fa altro che cambiare pensiero in base a risultati e prestazioni dei singoli. C’è chi, per il periodo a reti bianche, ha criticato Leao che è per distacco il calciatore più forte che il Diavolo ha in rosa, colui che può risolvere le partite più complesse. I rossoneri sono troppo discontinui e poco brillanti, come in occasione della trasferta a Roma all’Olimpico contro la Lazio ma dimostra di saper vincere soffrendo.

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Milan - esultanza
Milan – esultanza

La difesa traballa ancora nonostante un Matteo Gabbia maturo e in grande forma. Stefano Pioli ritrova Fikayo Tomori che cercherà di rientrare sempre più in condizione per riprendersi il posto da titolare. Ancora una volta, però, abbiamo assistito ad una narrativa che lascia sorpresi. Il Milan può contare su singoli di qualità e che in prospettiva possono diventare importanti, uno di questi è Noah Okafor, il “supereroe” di venerdì. Quando è entrato dalla panchina ha dimostrato di essere decisivo in questo finale di stagione.

Resta da capire come prima del gol fosse considerato un “flop” e dopo aver tolto le castagne dal fuoco venga considerato un “supereroe” dei migliori film della Marvel. L’ex Salisburgo andrà via a fine stagione? Molto probabile poiché non ha convinto i dirigenti o almeno questo è ciò che veniva raccontato. La realtà è che Noah è un valore aggiunto e in casa Milan se ne sono accorti. Ma la domanda è: perché quando si parla di Milan si usano due pesi e due misure differenti?

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