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VIDEO – Brocchi si racconta: “Il Milan è famiglia. Maldini e Billy mi hanno dato la mentalità”. Poi l’aneddoto sul perché la Juve non prese Kakà!

Lunga intervista-gioco per Cristian Brocchi sul canale YouTube di “The Squad“, che attraverso le card della collezione Topps Match Attax ha raccontato la sua esperienza dal calcio di provincia fino a diventare Campione d’Europa.

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Qui il video completo:

Ecco alcuni estratti:

Chi era il Brocchi che nasce nel settore giovanile del Milan?

“Era qualcosa di bello, ma a 9 anni non capivo cosa volesse dire. Al Buccinasco ero il più bravino e andare al Milan l’ho visto come un premio, ma una cosa che aveva un valore non così alto. Poi le cose sono cambiate anno dopo anno e ti rendevi conto di essere un privilegiato sotto il punto di vista della crescita, con il Club che voleva farti diventare uomo. Per me il Milan è famiglia. Lo è stato perché prima di farmi diventare giocatore, mi ha educato come ragazzino facendomi diventare una persona diversa da quello che sarei potuto essere se non avessi avuto questa fortuna”.

Cosa ci puoi dire di Costacurta, con cui ti eri fatto la foto da ragazzino?

“Per me lui mi ha trasmesso tanto. Ricordo un aneddoto di un allenamento dove mi giro, forse arrabbiato, e vedo Paolo che prende un Aulin perché aveva male al ginocchio. Lui aveva 40 anni, ha vinto tutto e prende un Aulin? Lui era arrabbiato perché aveva giocato 20 minuti e non tutta la partita. Insieme a “Billy”, sono punti di riferimento che mi hanno dato un qualcosa di importante all’interno dello spogliatoio in modo diverso”.

Sul rapporto con “Billy”

“Non siamo mai stati grandi amici, ma non abbiamo mai litigato. Piuttosto che litigare con loro mi buttavo di sotto, non per paura, ma per rispetto. Indossare la maglia del Milan era un orgoglio quotidiano. Billy risultava più antipatico rispetto a Paolo, ma non è così. Lui ha bisogno del suo orticello e non voleva dato troppo fastidio”.

Su cosa gli hanno dato Maldini e Costacurta/mentalità vincente per raggiungere certi livelli

“Mi hanno dato professionalità, attaccamento alla maglia, mentalità vincente e tutto ciò che un campione deve avere. Nel mondo ci sono più Brocchi che Ronaldo o Messi. Quando qualcuno sui social mi dà del miracolato, non capiscono quanti sacrifici uno ha dovuto fare per essere a quei livelli non essendo un Nesta, Maldini e Costacurta che pur avendo qualcosa in meno ha dato il massimo per essere in altissimo. Mi sono fatto un cu*o così e non ho mai mollato un secondo. Quando qualcuno mi dà del miracolato mi dà fastidio, ma è lui che sta facendo una brutta figura”.

Sul rapporto con Kakà e Moggi che non poteva portarlo alla Juventus

“Moggi non l’avrebbe mai preso. In quel periodo lì aveva delle segnalazioni, ma con quel nome non poteva portarlo. Lui è stato il primo trequartista moderno. Con Ronny scherzavamo in allenamento e diceva ‘Dammi la palla che faccio Kakà’, gli davi la palla lunga e correva. Kakà andava e calciava: questa è a differenza. Kakà era un giocatore fenomenale e per mettere in risalto ancora di più la sua carriera doveva restare al Milan”.

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