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Milan, perché i derby non rispecchiano l’andamento in stagione?

abraham

Il pareggio del Milan contro l’Inter dà espiro all’ambiente rossonero. Dopo la sconfitta di Napoli, avvenuta peraltro in modo ignobile, le premesse non erano buone. Quest’anno, il Diavolo si sta rivelando la kryptonite dei cugini nei derby, a discapito tuttavia degli altri impegni di stagione. L’anno scorso, invece, non era così. La stracittadina ha un peso non indifferente da molteplici punti di vista. Nonostante i rossoneri siano arrivati, nell’annata 2023-2024, al secondo posto, quella stagione fu etichettata da alcuni come negativa per via dell’uscita dalla Champions League e del cosiddetto ‘Scudetto in faccia’.

I derby fanno la differenza e costituiscono un importante evento dal punto di vista del morale. Il Milan può anche essere imbattutto nelle ultime quattro stracittadine, ma è fuori dalla Champions League e vicino alla parte destra della classifica in Serie A. Cosa è cambiato rispetto all’anno scorso? Praticamente nulla, salvo la vittoria in Supercoppa Italiana. Ecco. Un successo in Coppa Italia può rendere meno amara questa stagione. Ricordiamo che il Diavolo, l’anno prossimo, non sentirà più la musichetta della competizione per club più importante d’Europa e questo è un clamoroso downgrade se si vede il percorso del club fatto dal 2020 fino a oggi.

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Intanto bisogna chiudere bene questa stagione, o meglio, bisogna salvare il salvabile. Non si possono fare ancora passi indietro. La scelta del direttore sportivo è una nobile ammissione di colpa da parte della società. Che sia da insegnamento. I fondi di investimento che si stanno facendo strada nel calcio moderno devono capire che l’ultimo pezzo di puzzle va inserito nello spazio vuoto. Figure sovrapposte l’una sull’altra, o persone qualsiasi inserite in contesti non adatti per quelle che possono essere le loro competenze, non fanno altro che danneggiare un club sportivo dal punto di vista dell’immagine, ma anche della credibilità.

Il Milan riparta da personaggi forti e che ne capiscano di questo sport, da giocatori che hanno voglia di dare tutto e dalla propria identità. “Ora comandate voi, ma per favore, rispettate la storia del Milan”, disse un saggio che di nome fa Paolo, e di cognome Maldini: una persona allontanata da quella che è stata la sua storia per motivi ancora inspiegabili.

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