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Arbitri equiparati a pubblici ufficiali: Zappi esulta per una “legge storica”

Arbitri - Doveri

Un passo fondamentale nella lotta alla violenza nel calcio. È questo il significato dell’approvazione del decreto legge che equipara gli arbitri ai pubblici ufficiali, ampliando così le tutele legali a favore della classe arbitrale. Una svolta definita “storica” dal presidente dell’AIA (Associazione Italiana Arbitri), Antonio Zappi, che ha accolto la notizia con emozione e soddisfazione.

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Zappi: “Una grande gioia, una battaglia di civiltà”

Sto provando una grande gioia ed emozione per l’approvazione di questa legge storica”, ha dichiarato Zappi. “La tutela degli arbitri entra finalmente nel codice penale ed è il frutto di mesi di lavoro e di incontri con i quali abbiamo portato all’attenzione politica e mediatica questa emergenza sociale”.

Un’emergenza purtroppo sempre più evidente: negli ultimi anni si sono moltiplicati gli episodi di violenza fisica e verbale nei confronti dei direttori di gara, in particolare nei campionati dilettantistici e giovanili. L’introduzione di questa norma rafforza la difesa legale degli arbitri, che da oggi potranno contare su un inquadramento normativo simile a quello riservato a forze dell’ordine o personale medico in servizio.

Un lavoro trasversale, ringraziamenti bipartisan

Zappi ha voluto sottolineare la trasversalità del sostegno politico ricevuto:

Ringrazio il ministro Abodi, il Governo, ma anche tutti coloro che, da tutti gli schieramenti, hanno sostenuto questa grande battaglia di civiltà.”

Un riconoscimento che testimonia come il tema della violenza sugli arbitri sia ormai considerato una priorità sociale prima ancora che sportiva, e che ha raccolto consenso anche al di là degli schieramenti politici tradizionali.

Non solo repressione: serve anche cultura

Il presidente AIA ha infine ribadito la necessità di affiancare alle misure repressive anche un lavoro educativo e culturale:

“Insieme alle misure repressive, la violenza dovrà tuttavia essere ancora combattuta anche con misure culturali e progetti formativi che, unitamente a tutte le componenti federali che hanno a cuore la tutela dei nostri ragazzi, e anche con il nuovo Osservatorio antiviolenza della FIGC, l’AIA sicuramente metterà in campo”.

L’equiparazione degli arbitri ai pubblici ufficiali rappresenta una conquista di civiltà e una risposta concreta a un fenomeno che da troppo tempo mina la serenità e la sicurezza sui campi da gioco. Ma per vincere davvero la battaglia contro la violenza servirà uno sforzo collettivo, fatto non solo di leggi, ma anche di educazione, rispetto e cultura sportiva. E l’AIA, sotto la guida di Zappi, promette di essere in prima linea.

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