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Luigi De Siervo: “Gli stadi italiani sono inadeguati. Ecco cosa serve per migliorare”

San Siro

Il tema degli stadi continua a essere uno dei nodi cruciali del calcio italiano. In un’intervista rilasciata a QS, l’amministratore delegato della Lega Serie A, Luigi De Siervo, ha evidenziato ancora una volta come l’inadeguatezza delle strutture italiane influisca negativamente non solo sull’esperienza dei tifosi, ma anche sulla resa televisiva del campionato.

Il problema degli impianti datati

Secondo De Siervo, gli stadi italiani soffrono un ritardo evidente rispetto a quelli delle principali leghe europee. Gran parte delle strutture sono datate e non più all’altezza degli standard moderni, soprattutto per quanto riguarda la visibilità e la fruizione televisiva.

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Lo stesso amministratore delegato ha sottolineato che la distanza eccessiva tra il pubblico e il terreno di gioco penalizza il coinvolgimento degli spettatori, sia allo stadio che davanti alla televisione. Questo rende meno attraente il prodotto calcio italiano, in un contesto in cui la qualità delle immagini è sempre più centrale per la valorizzazione dei diritti tv.

L’importanza della resa televisiva

Un passaggio significativo dell’intervista riguarda proprio il posizionamento delle telecamere: “Per avere una resa ottimale – ha spiegato De Siervo – l’inclinazione ideale è di 43 gradi. Solo così si può garantire una visione immersiva e spettacolare”.

de siervo
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Inoltre, la cosiddetta “scenografia” ha un ruolo determinante: gli stadi moderni consentono di mostrare i tifosi a ridosso del campo, senza barriere e con un impatto visivo di grande suggestione. Un aspetto che oggi manca in molti impianti italiani, rendendo meno competitiva l’immagine della Serie A rispetto ai grandi campionati esteri come Premier League, Liga e Bundesliga.

Una sfida per il futuro della Serie A

Il messaggio di De Siervo è chiaro: senza stadi moderni e funzionali, la Serie A faticherà a crescere e a competere a livello internazionale. La riqualificazione e la costruzione di nuovi impianti rappresentano quindi una sfida prioritaria non solo per i club, ma per l’intero movimento calcistico italiano.

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