L’addio del fondo Elliott è sempre più vicino. Il gruppo che ha risollevato il Milan dalle macerie lasciate da Yonghong lì, riportandolo prima in Champions e poi alla vittoria dello scudetto, è pronto ora a cedere il passo a un’altra realtà. Comvest infatti, a giorni, dovrebbe rilevare il debito che Cardinale deve restituire al fondo della famiglia Singer e subentrare nella gestione del club. Secondo la Gazzetta dello Sport, la pratica potrebbe essere archiviata nel giro di una settimana. Inizialmente il cambio era previsto per il mese di marzo, ma l’accelerata delle ultime ore, ha mischiato le carte in tavola. Una volta formalizzato il tutto, è probabile che all’interno del cda ci siano sia conferme che avvicendamenti.
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Secondo la rosea Scaroni, Furlani e Corciro vanno verso la conferma. Al contrario, sono i consiglieri in quota Elliott quelli che saluteranno, per lasciare il posto agli uomini di Comvest. Questo perché, a differenza dei risultati sul campo, dove è stato necessario invertire la rotta, fuori dal rettangolo verde, il Milan è stato ed è gestito bene. L’obiettivo da seguire, in questo senso, è la ricerca della stabilità e della continuità. Nelle ultime tre stagioni il club gestito da Elliott e Redbird, ha sempre chiuso il bilancio in attivo. Fatturato e ricavi commerciali sono in crescita costante.
Il duplice vantaggio per Cardinale con l’arrivo di Comvest
Da tempo Cardinale rifletteva su come restituire i circa 500 milioni del prestito a Elliott, in scadenza nel 2028. L’arrivo del fondo Comvest rappresenta un duplice vantaggio per il proprietario del Milan. Verranno allungati i tempi per la restituzione del debito e si abbasseranno anche i tassi di interesse. Con Elliott il Milan è tornato grande, con Cardinale le cose non sono andate subito come previsto, ma questo tipo di operazione garantisce un impegno tangibile sul lungo periodo da parte del fondatore del fondo Redbird.
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