<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>EDITORIALE Archivi | AllMilan.it</title>
	<atom:link href="https://www.allmilan.it/category/editoriale/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.allmilan.it/category/editoriale/</link>
	<description>Il cuore pulsante del Milan</description>
	<lastBuildDate>Sat, 24 Oct 2026 19:06:36 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9</generator>

<image>
	<url>https://www.allmilan.it/wp-content/uploads/2022/10/cropped-allmilan_logo-32x32.png</url>
	<title>EDITORIALE Archivi | AllMilan.it</title>
	<link>https://www.allmilan.it/category/editoriale/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Un Milan dai due volti, tra entusiasmo e fragilità: un&#8217;analisi del momento!</title>
		<link>https://www.allmilan.it/un-milan-dai-due-volti-tra-entusiasmo-e-fragilita-unanalisi-del-momento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Corinne Santucci]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Oct 2026 19:06:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[EDITORIALE]]></category>
		<category><![CDATA[PRIMA PAGINA]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.allmilan.it/?p=122073</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il Milan di Rúben Amorim è arrivato a un bivio. Non tanto per la classifica o per una singola sconfitta, quanto per una questione più profonda: capire quale sia la vera identità di questa squadra. Nelle ultime settimane i rossoneri hanno mostrato segnali incoraggianti, alternando prestazioni convincenti a improvvisi e preoccupanti passaggi a vuoto. Il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.allmilan.it/un-milan-dai-due-volti-tra-entusiasmo-e-fragilita-unanalisi-del-momento/">Un Milan dai due volti, tra entusiasmo e fragilità: un&#8217;analisi del momento!</a> proviene da <a href="https://www.allmilan.it">AllMilan.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il Milan di Rúben Amorim è arrivato a un bivio. Non tanto per la classifica o per una singola sconfitta, quanto per una questione più profonda: capire quale sia la vera identità di questa squadra. Nelle ultime settimane i rossoneri hanno mostrato segnali incoraggianti, alternando prestazioni convincenti a improvvisi e preoccupanti passaggi a vuoto. Il 4-0 sul campo del Salisburgo e il successo per 3-2 contro l’Atalanta avevano lasciato intravedere le potenzialità del lavoro del tecnico portoghese. Poi però è arrivato il pesante 3-0 incassato contro il Bournemouth, una battuta d’arresto che ha riportato a galla vecchia interrogativi. Il problema non riguarda esclusivamente i risultati. È la difficoltà del Milan nel mantenere intensità, equilibrio e lucidità nell’arco di tutti i 90 minuti a destare preoccupazione. </p>



<p><a href="https://www.allmilan.it/udinese-milan-probabili-formazioni-emergenza-per-amorim-fuori-rabiot-gila-e-moreira-chi-gioca/">Leggi QUI &#8211; Udinese-Milan, probabili formazioni: emergenza per Amorim, fuori Rabiot, Gila e Moreira. Chi gioca?</a></p>



<p>Contro l’Atalanta, per esempio, la squadra aveva espresso un calcio aggressivo e dinamico, salvo poi abbassare sensibilmente il proprio rendimento nella parte conclusiva dell’incontro. Un segnale da non svalutare: il calcio di Amorim richiede però grande dispendio energetico, movimenti continui ma soprattutto una pressione di tutta la squadra. Tutti i principi che diventano difficili da sostenere quando le energie diminuiscono il calendario non concede tregua. Sarebbe ingeneroso però, attribuire tutte le responsabilità al tecnico portoghese. Gli infortuni pesano, il calendario complicato e la squadra sta ancora cercando la propria identità. Allo stesso tempo, è proprio nella gestione dei momenti difficili che un allenatore deve dimostrare il proprio valore.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il turnover serve, ma non può diventare una lotteria</h2>



<p>Con partite ogni tre giorni, a far riposare alcuni titolari è inevitabile. Il problema non è tanto cambiare i giocatori, quanto capire come farlo senza compromettere gli equilibri della squadra. A Salisburgo, per esempio, il turnover aveva funzionato benissimo, nonostante gli otto cambi rispetto alla precedente partita di campionato. A Bournemouth, invece, una formazione profondamente rinnovata non ha dato le stesse risposte. Questo dimostra che non esiste una formula valida per ogni occasione e che le rotazioni devono tenere conto anche delle caratteristiche dell’avversario.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il derby conta, ma prima bisogna arrivarci</h2>



<p>Il calendario intanto non aiuta. Udinese, Bologna e Inter in appena sei giorni rappresentano tre appuntamenti importanti, che metteranno alla prova non soltanto la condizione fisica, ma anche la tenuta mentale dei rossoneri. A complicare ulteriormente la situazione ci sono gli infortuni di Rabiot, Gila e Moreira che si aggiungono alle assenze già note di Gabbia, Saelemaekers e Chukuwueze.</p>



<p>Un errore che Amorim però non deve fare è quello di iniziare troppo presto a pensare al derby, magari sacrificando qualcosa nelle due partite precedenti. Il Milan ha bisogno di punti e fiducia, e la fiducia e si costruisce anche vincendo le partite meno affascinanti, magari senza brillare. Il recupero di Gonçalo Ramos è sicuramente una buona notizia, ma forzarne subito l’impiego per 90 minuti, potrebbe rivelarsi controproducente. Una gestione graduale, magari concedendo spazio anche a Camarda, permetterebbe di distribuire meglio l’energie.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Da Amorim ci si aspetta soprattutto pragmatismo ora</h2>



<p>Non si mette in discussione le qualità del tecnico portoghese nella sua idea di calcio. Ma si ha l’impressione che in questo momento il Milan abbia più bisogno di equilibrio che di nuovi esperimenti. I tifosi vorrebbero vedere una squadra meno frenetica, capace di capire quando accelerare e quando invece gestire il pallone.</p>



<p>Anche i continui cambi di modulo, dalla difesa tre a quella quattro per esempio, possono diventare un problema se i giocatori non hanno il tempo di assimilare i meccanismi</p>



<p>Gli infortuni rappresentano sicuramente un ostacolo, ma non possono diventare una giustificazione per tutto. È proprio nell’emergenze che un allenatore deve dimostrare di sapersi adattare, anche rinunciando temporaneamente a qualcosa del proprio credo tattico. Non servono rivoluzioni. Servono scelte chiare, una gestione intelligente delle energie e soprattutto la capacità di valorizzare i giocatori a disposizione. Forse Amorim non deve dimostrare a tutti i costi che il suo calcio funziona. Deve trovare il modo di far funzionare il Milan.</p>



<p><strong>Seguici anche sui nostri profili<a href="https://www.allmilan.it/milan-dal-modulo-a-moreira-cosa-non-e-ancora-chiaro/#:~:text=profili%C2%A0Instagram%2C%C2%A0Facebook%2C%C2%A0Tik%20Tok%2CYouTube%C2%A0e%C2%A0X">&nbsp;Instagram, Facebook, Tik Tok, YouTube e X</a></strong></p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.allmilan.it/un-milan-dai-due-volti-tra-entusiasmo-e-fragilita-unanalisi-del-momento/">Un Milan dai due volti, tra entusiasmo e fragilità: un&#8217;analisi del momento!</a> proviene da <a href="https://www.allmilan.it">AllMilan.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Milan, tre indizi diventano una prova? Amorim deve cambiare passo</title>
		<link>https://www.allmilan.it/milan-tre-indizi-diventa-una-prova-amorim-deve-cambiare-passo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giovanni D'Elia]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Sep 2026 09:56:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[EDITORIALE]]></category>
		<category><![CDATA[PRIMA PAGINA]]></category>
		<category><![CDATA[acmilan]]></category>
		<category><![CDATA[allmilan.it]]></category>
		<category><![CDATA[amorim]]></category>
		<category><![CDATA[editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[giovanni d'elia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.allmilan.it/?p=119490</guid>

					<description><![CDATA[<p>Dalla Juventus al Benfica, passando per la Lazio: il Milan continua a regalare tempi di partita agli avversari. La sconfitta di San Siro impone una riflessione, senza attribuire tutte le responsabilità a Ruben Amorim. Il tempo stringe, gli alibi diminuiscono. È ancora troppo presto per esprimere un giudizio definitivo sul Milan di Ruben Amorim. Ogni [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.allmilan.it/milan-tre-indizi-diventa-una-prova-amorim-deve-cambiare-passo/">Milan, tre indizi diventano una prova? Amorim deve cambiare passo</a> proviene da <a href="https://www.allmilan.it">AllMilan.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Dalla <strong>Juventus</strong> al <strong>Benfica</strong>, passando per la <strong>Lazio</strong>: il <strong>Milan </strong>continua a regalare tempi di partita agli avversari. La sconfitta di <strong>San Siro </strong>impone una riflessione, senza attribuire tutte le responsabilità a <strong>Ruben Amorim</strong>. Il tempo stringe, gli alibi diminuiscono. È ancora troppo presto per esprimere un giudizio definitivo sul <strong>Milan</strong> di <strong>Ruben Amorim</strong>. Ogni progetto ha bisogno di tempo, di lavoro e della possibilità di sviluppare le proprie idee. Tuttavia, dopo le prime partite, alcuni segnali iniziano a ripetersi con una frequenza che non può essere ignorata. E quando gli indizi diventano ricorrenti, è doveroso fermarsi a riflettere.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="640" src="https://www.allmilan.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4896-1024x640.webp" alt="" class="wp-image-117793" style="width:500px" srcset="https://www.allmilan.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4896-1024x640.webp 1024w, https://www.allmilan.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4896-300x188.webp 300w, https://www.allmilan.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4896-768x480.webp 768w, https://www.allmilan.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4896-1536x960.webp 1536w, https://www.allmilan.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4896.webp 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
</div>


<h3 class="wp-block-heading">Cosa lascia questa prima infarinata del Milan di Amorim</h3>



<p>La sconfitta per 0-2 contro il <strong>Benfica</strong>, maturata ieri sera a <strong>San Siro</strong> nell&#8217;esordio in <strong>Europa League</strong>, rappresenta un ulteriore campanello d&#8217;allarme. Il <strong>Milan</strong> ha concesso ancora una volta una parte consistente della gara all&#8217;avversario, pagando a caro prezzo un approccio insufficiente. Il primo indizio era arrivato contro la <strong>Juventus</strong>. Una partita giocata male, nella quale i bianconeri hanno creato maggiori occasioni e dato la sensazione di essere più pericolosi. Il <strong>Milan</strong> è riuscito a portare a casa un pareggio per <strong>1-1 </strong>che, per quanto visto in campo, si può considerare probabilmente generoso. Non una bocciatura definitiva, ma una prima prestazione capace di sollevare interrogativi.</p>



<p>Contro la<strong> Lazio</strong>, il copione è cambiato soltanto in parte. Il primo tempo è stato ampiamente insufficiente, con una squadra in difficoltà, incapace di imporre il proprio gioco e costretta a rientrare negli spogliatoi sotto di due reti. La reazione della ripresa, favorita anche dagli ingressi dalla panchina, ha permesso al <strong>Milan</strong> di recuperare fino al 2-2. Una rimonta importante per carattere, ma che non poteva cancellare quanto visto nei primi 45 minuti. Anche perché, dopo aver riacciuffato la partita, il Milan ha avuto circa mezz&#8217;ora per provare a vincerla, creando però non tantissimo. In quella fase si sarebbe potuto e dovuto fare sicuramente di più.</p>



<p>E poi è arrivato il <strong>Benfica</strong>. Ancora una volta, il <strong>Milan</strong> ha regalato il primo tempo. La squadra ha faticato a trovare ritmo, idee e pericolosità offensiva, lasciando agli avversari la possibilità di prendere il controllo della partita. Nella ripresa Amorim ha provato a cambiare qualcosa, cercando di rimettere l&#8217;incontro sui binari giusti. Ma la risposta non è stata sufficiente: il <strong>Milan </strong>non è riuscito a trovare la rete per riaprire la gara e le riserve, a differenza di quanto accaduto contro la <strong>Lazio</strong>, non hanno dato quell&#8217;impatto che sarebbe servito.</p>



<p>Non è soltanto una questione &#8220;<strong>Amorim</strong>&#8220;, questo sia chiaro: non significa che le responsabilità siano esclusivamente del portoghese. Un allenatore non può essere considerato l&#8217;unico responsabile delle difficoltà di una squadra, soprattutto in una fase iniziale di un nuovo progetto. Esistono responsabilità individuali, collettive e societarie, così come aspetti legati alla costruzione della rosa e alla sua capacità di adattarsi alle richieste tattiche.</p>



<p class="has-text-align-center">LEGGI QUI-<strong><a href="https://www.allmilan.it/ramos-dove-sono-finiti-i-gol-il-momento-negativo-del-numero-9-rossonero/"> Ramos, dove sono finiti i gol? Il momento negativo del numero 9 rossonero</a></strong></p>



<p>Ma il tempo, inevitabilmente, inizia a stringere. Milano è una piazza che concede meno tempo rispetto ad altre. Non soltanto per la pressione legata alla storia e alle ambizioni del club, ma anche perché negli ultimi anni il <strong>Milan</strong> ha fatto fatica a garantire continuità e risultati all&#8217;altezza delle aspettative. I tifosi chiedono risposte, e hanno il diritto di farlo.<br><strong>Amorim</strong> dovrà quindi dimostrare di saper intervenire. Se il sistema di gioco attuale non dovesse offrire le garanzie necessarie, sarà fondamentale avere la forza e la flessibilità di cambiare in corsa, eventualmente anche modulo e principi di gioco. La fedeltà a un&#8217;idea tattica non può trasformarsi in rigidità, soprattutto quando i risultati e le prestazioni evidenziano difficoltà ricorrenti.</p>



<p>Il dato più preoccupante non è soltanto la sconfitta contro il <strong>Benfica</strong>, ma la sensazione che il<strong> Milan </strong>sia diventato più leggibile e affrontabile per gli avversari. Una squadra che concede troppo nei primi tempi e che spesso deve rincorrere rischia di compromettere le partite prima ancora di riuscire a esprimere le proprie qualità. La reazione della <strong>Lazio</strong> aveva lasciato intravedere carattere e possibilità di cambiamento. Contro il<strong> Benfica</strong>, invece, i giocatori subentrati non sono riusciti a incidere allo stesso modo, e il Milan non ha trovato quella spinta necessaria per rimettere in discussione il risultato. </p>



<p>Non è il momento delle sentenze, ma nemmeno quello di ignorare i segnali. <strong>Amorim </strong>ha bisogno di tempo, certo. Ma ha anche il compito di trovare rapidamente delle soluzioni. Perché a Milano il tempo non è infinito, e i tre indizi raccolti contro <strong>Juventus</strong>, <strong>Lazio</strong> e <strong>Benfica</strong> iniziano a delineare un problema che il <strong>Milan</strong> non può più permettersi di sottovalutare.</p>



<p class="has-text-align-center"><strong>Seguici anche sui nostri profili&nbsp;</strong><a href="https://www.instagram.com/allmilanit?igsh=amRtajdiZTU1dTNj"><strong>Instagram</strong></a><strong>,&nbsp;</strong><a href="https://www.facebook.com/AllMilan.it"><strong>Facebook</strong></a><strong>,&nbsp;</strong><a href="https://www.tiktok.com/@allmilan.it?_t=8jAFxCuaQN7&amp;_r=1"><strong>Tik Tok</strong></a><strong>,&nbsp;</strong><a href="https://www.youtube.com/@allmilan"><strong>YouTube</strong></a><strong>&nbsp;e&nbsp;</strong><a href="https://x.com/allmilanit?s=21"><strong>X</strong></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.allmilan.it/milan-tre-indizi-diventa-una-prova-amorim-deve-cambiare-passo/">Milan, tre indizi diventano una prova? Amorim deve cambiare passo</a> proviene da <a href="https://www.allmilan.it">AllMilan.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Siamo sicuri che la priorità del Milan sia il trequartista? Cardinale, serve un ultimo sforzo!</title>
		<link>https://www.allmilan.it/siamo-sicuri-che-la-priorita-del-milan-sia-il-trequartista-cardinale-serve-un-ultimo-sforzo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Raffaele]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Aug 2026 16:20:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[EDITORIALE]]></category>
		<category><![CDATA[PRIMA PAGINA]]></category>
		<category><![CDATA[acmilan]]></category>
		<category><![CDATA[allmilan]]></category>
		<category><![CDATA[Cardinale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.allmilan.it/?p=117832</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il Milan di Ruben Amorim ha subito impressionato all&#8217;esordio all&#8217;Olimpico Grande Torino per idee ed attitudine. La percezione che la strada intrapresa non fosse adatta e rischiosa per la storia recente del campionato italiano dei rossoneri è cambiata notevolmente. Gerry Cardinale è sceso in campo in prima persona (ieri sera letteralmente al fianco della squadra [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.allmilan.it/siamo-sicuri-che-la-priorita-del-milan-sia-il-trequartista-cardinale-serve-un-ultimo-sforzo/">Siamo sicuri che la priorità del Milan sia il trequartista? Cardinale, serve un ultimo sforzo!</a> proviene da <a href="https://www.allmilan.it">AllMilan.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il <strong>Milan </strong>di Ruben Amorim ha subito impressionato all&#8217;esordio all&#8217;Olimpico Grande Torino per <strong>idee ed attitudine</strong>. La percezione che la strada intrapresa non fosse adatta e rischiosa per la storia recente del campionato italiano dei rossoneri è cambiata notevolmente. Gerry <strong>Cardinale </strong>è sceso in campo in prima persona (ieri sera letteralmente al fianco della squadra e del tecnico portoghese) effettuando un vero e proprio <strong>all-in come strategia</strong> di rilancio. Il messaggio che filtra è il seguente: basta investimenti a basso rischio, il Milan ha bisogno di giocatori di <strong>primo livello</strong> affini al gioco dell&#8217;allenatore. </p>



<p>LEGGI QUI- <strong><a href="https://www.allmilan.it/si-complica-la-situazione-di-leao-il-trequartista-dipende-da-lui-tra-i-nomi-anche-un-ex-rossonero/">Si complica la situazione di Leao: il trequartista dipende da lui, tra i nomi anche un ex rossonero</a></strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.allmilan.it/wp-content/uploads/2026/01/cardinale-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-100934" style="width:645px;height:auto" srcset="https://www.allmilan.it/wp-content/uploads/2026/01/cardinale-1024x576.jpg 1024w, https://www.allmilan.it/wp-content/uploads/2026/01/cardinale-300x169.jpg 300w, https://www.allmilan.it/wp-content/uploads/2026/01/cardinale-768x432.jpg 768w, https://www.allmilan.it/wp-content/uploads/2026/01/cardinale.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Ed è proprio questa la richiesta di ogni milanista. Ma attenzione, i <strong>150 milioni di euro</strong> spesi per <strong>Ramos, Gila e Moreira</strong> potrebbero non bastare per completare un quadro che presenta <strong>ancora troppe lacune</strong>. A Torino i rossoneri hanno lanciato un segnale: <strong>le idee ci sono, ora la palla passa al patron di RedBird</strong>. D&#8217;altronde lo ha spiegato anche Amorim con estrema franchezza in conferenza: <em><strong>&#8220;Il gap con l&#8217;Inter c&#8217;è e va colmato&#8221;</strong></em>. La preoccupazione che il Diavolo non faccia quel passo che permetterebbe di affrontare la stagione al massimo del suo potenziale c&#8217;è tutta, ma è qui che Cardinale deve dimostrare. </p>



<p>Sul mercato <strong>gli occhi sono puntati su un numero 10 di fantasia</strong> che possa rompere le linee avversarie.<strong> Ma siamo sicuri che sia la priorità?</strong> Con <strong>Cissé </strong>in rampa di lancio e un <strong>Pulisic</strong> in ripresa, l&#8217;idea<strong> Rabiot trequartista può essere più di una semplice suggestione</strong>. Il <strong>reparto difensivo</strong> è ancora troppo disordinato e necessita di un <strong>leader</strong>. Con l&#8217;avanzamento del francese, che ha dimostrato di avere le qualità tecniche per farlo, le priorità potrebbero (e aggiungo <strong>dovrebbero</strong>) spostarsi su un <strong>centrale di livello e un centrocampista che completi l&#8217;opera</strong> (con tutte le uscite del caso). </p>



<p>Il tempo è poco e le cose da fare sono tante, la gara di ieri può cambiare le idee e le strategie del club. Ad oggi l&#8217;unica certezza è che Cardinale ha una ghiotta occasione per completare l&#8217;opera, dare una svolta al progetto e <strong>ridurre il gap</strong> con le big che hanno <strong>compreso le regole del gioco ben prima di lui</strong>. </p>



<p><strong>Seguici anche sui nostri profili <a href="https://www.instagram.com/allmilanit?igsh=amRtajdiZTU1dTNj">Instagram</a>, <a href="https://www.facebook.com/AllMilan.it">Facebook</a>, <a href="https://www.tiktok.com/@allmilan.it?_t=8jAFxCuaQN7&amp;_r=1">Tik Tok</a>, <a href="https://www.youtube.com/@allmilan">YouTube</a> e <a href="https://x.com/allmilanit?s=21">X</a></strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.allmilan.it/siamo-sicuri-che-la-priorita-del-milan-sia-il-trequartista-cardinale-serve-un-ultimo-sforzo/">Siamo sicuri che la priorità del Milan sia il trequartista? Cardinale, serve un ultimo sforzo!</a> proviene da <a href="https://www.allmilan.it">AllMilan.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Tonali-Donnarumma, il Milan e il peso dei sentimenti</title>
		<link>https://www.allmilan.it/tonali-donnarumma-milan-peso-sentimenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[gestione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jul 2026 13:54:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[EDITORIALE]]></category>
		<category><![CDATA[PRIMA PAGINA]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.allmilan.it/?p=113894</guid>

					<description><![CDATA[<p>La partenza di ieri mattina da Linate di Sandro Tonali verso Londra ha inevitabilmente riacceso ricordi e discussioni che, nel mondo Milan, non si sono mai davvero spenti. Per molti tifosi rossoneri, infatti, il suo addio continua a rappresentare qualcosa di più di una semplice cessione di mercato. Tonali incarnava perfettamente l’idea del Milan moderno: [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.allmilan.it/tonali-donnarumma-milan-peso-sentimenti/">Tonali-Donnarumma, il Milan e il peso dei sentimenti</a> proviene da <a href="https://www.allmilan.it">AllMilan.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>La partenza di ieri mattina da Linate di <strong>Sandro Tonali</strong> verso Londra ha inevitabilmente riacceso ricordi e discussioni che, nel mondo Milan, non si sono mai davvero spenti. Per molti tifosi rossoneri, infatti, il suo addio continua a rappresentare qualcosa di più di una semplice cessione di mercato. Tonali incarnava perfettamente l’idea del <strong>Milan moderno</strong>: giovane, italiano, tifoso del club e già leader in campo. Per questo motivo, rivederlo ancora lontano da Milano continua a lasciare una sensazione particolare in gran parte dell’ambiente rossonero.</p>



<p class="has-text-align-center"><strong><a href="https://www.allmilan.it/ritorno-al-milan-le-parole-di-tonali-prima-di-partire-per-londra/">LEGGI ANCHE &#8211; Ritorno al Milan? Le parole di Tonali prima di partire per Londra</a></strong></p>



<p>Con il Milan, Tonali era riuscito a creare un legame raro. Le <strong>dichiarazioni d’amore verso il club</strong>, il tifo mai nascosto fin da bambino e l’atteggiamento mostrato dentro e fuori dal campo avevano alimentato la storia perfetta del tifoso diventato protagonista con la maglia rossonera. Ecco perché molti hanno vissuto la sua cessione al Newcastle, nonostante l’enorme plusvalenza garantita al club, come una ferita difficile da accettare. Per tanti tifosi sembrava destinato a diventare una delle<br>bandiere del nuovo Milan.</p>



<p>Ed è qui che il paragone con <strong>Gigio Donnarumma</strong> torna inevitabilmente d’attualità. Anche lui cresciuto nel Milan, anche lui simbolo della squadra per anni, ma percepito in modo completamente diverso dopo l’addio. Donnarumma è stato <strong>accusato di aver </strong><em><strong>“tradito”</strong> </em>il club per aver lasciato i rossoneri a parametro zero e scelto subito il Paris Saint-Germain, entrando immediatamente in un progetto di altissimo livello economico e sportivo. Una decisione che gran parte del tifo milanista non ha mai realmente digerito.</p>



<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img decoding="async" width="943" height="520" src="https://www.allmilan.it/wp-content/uploads/2023/06/f6b9542f-400e-4ba2-b6ee-92360d814d4a.jpg" alt="Tonali" class="wp-image-27109" style="width:499px;height:auto" srcset="https://www.allmilan.it/wp-content/uploads/2023/06/f6b9542f-400e-4ba2-b6ee-92360d814d4a.jpg 943w, https://www.allmilan.it/wp-content/uploads/2023/06/f6b9542f-400e-4ba2-b6ee-92360d814d4a-300x165.jpg 300w, https://www.allmilan.it/wp-content/uploads/2023/06/f6b9542f-400e-4ba2-b6ee-92360d814d4a-768x423.jpg 768w" sizes="(max-width: 943px) 100vw, 943px" /><figcaption class="wp-element-caption">Tonali</figcaption></figure>



<p>Eppure, il contrasto resta curioso. <strong>Donnarumma</strong> ha lasciato il Milan per <strong>giocare stabilmente ai massimi livelli europei</strong>, lottando ogni stagione per Champions League e grandi trofei internazionali. <strong>Tonali</strong>, invece, ha accettato un <strong>progetto economicamente ricchissimo</strong> ma ancora <strong>lontano dal prestigio storico del Milan</strong>. Nonostante questo, Donnarumma continua a essere visto da molti come il simbolo del tradimento, mentre Tonali viene ancora accolto con affetto e nostalgia dal<br>popolo rossonero.</p>



<p>Forse è proprio questo uno degli aspetti più emotivi del calcio moderno. I tifosi non si legano soltanto ai risultati, ma soprattutto alle sensazioni che alcuni giocatori riescono a trasmettere. Tonali dava l’impressione di vivere il Milan come qualcosa di profondamente suo, quasi familiare. Donnarumma, al contrario, è diventato agli occhi di molti il simbolo di un calcio sempre più legato alle ambizioni personali e alle opportunità. <strong>Due storie diverse</strong>, due addii vissuti in modo opposto, ma con una sola certezza: ancora oggi i loro <strong>nomi continuano a dividere il cuore del mondo rossonero</strong>.</p>



<p class="has-text-align-right">Giorgia Cabiati</p>



<p class="has-text-align-center"><strong>Seguici anche sui nostri profili&nbsp;</strong><a href="https://www.instagram.com/allmilanit?igsh=amRtajdiZTU1dTNj"><strong>Instagram</strong></a><strong>,&nbsp;</strong><a href="https://www.facebook.com/AllMilan.it"><strong>Facebook</strong></a><strong>,&nbsp;</strong><a href="https://www.tiktok.com/@allmilan.it?_t=8jAFxCuaQN7&amp;_r=1"><strong>Tik Tok</strong></a><strong>,</strong><a href="https://www.youtube.com/@allmilan"><strong>YouTube</strong></a><strong>&nbsp;e&nbsp;</strong><a href="https://x.com/allmilanit?s=21"><strong>X</strong></a></p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.allmilan.it/tonali-donnarumma-milan-peso-sentimenti/">Tonali-Donnarumma, il Milan e il peso dei sentimenti</a> proviene da <a href="https://www.allmilan.it">AllMilan.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Milan, stanotte abbiamo capito che non siete neanche americani</title>
		<link>https://www.allmilan.it/stanotte-americani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Damiano Fallerini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jun 2026 17:47:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[EDITORIALE]]></category>
		<category><![CDATA[PRIMA PAGINA]]></category>
		<category><![CDATA[acmilan]]></category>
		<category><![CDATA[editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[milan]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.allmilan.it/?p=112612</guid>

					<description><![CDATA[<p>Stanotte abbiamo capito che la dirigenza del Milan non può neanche definirsi americana. A New York c&#8217;è la notte di chi balla sui semafori, delle bandiere e del traffico, e il quartiere di Manhattan non è mai stato così vivace prima d&#8217;ora. Anche il sindaco partecipa alla festa, e persino stars quali Timothee Chalamet, Adam [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.allmilan.it/stanotte-americani/">Milan, stanotte abbiamo capito che non siete neanche americani</a> proviene da <a href="https://www.allmilan.it">AllMilan.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Stanotte abbiamo capito che la dirigenza del Milan non può neanche definirsi americana.</strong></p>



<p>A <strong>New York </strong>c&#8217;è la notte di chi balla sui semafori, delle bandiere e del traffico, e il quartiere di Manhattan non è mai stato così vivace prima d&#8217;ora. Anche il sindaco partecipa alla festa, e persino <em>stars</em> quali Timothee Chalamet, Adam Sandler e Jay Z restano sparse nella folla, e se ne stanno a piangere per strada.</p>



<p>&#8211; Concret jungle where dreams are made of, there&#8217;s nothin&#8217; you can&#8217;t do, out of New York, &#8211; è ovunque, risuona il ritornello di &#8220;<strong>Empire State of Mind</strong>&#8221; di Alicia Keys. Lo stanno <strong>ballando</strong> <strong>tutti</strong>: celebrities, americani di terza generazione, è pieno di bambini, qualche turista che viene da molto lontano.</p>



<p><em>Ma cosa potrà mai accadere a rendere INVIVIBILE la Grande Mela?</em></p>



<p>Dopotutto, <strong>New York</strong> <strong>ha la corazza durissima e la testa piena</strong>, ed è una città costruita sul sangue e sulla violenza, <strong>poi</strong> <strong>diventata metropoli</strong>. È abituata ai subbugli, ma pienoni del genere non si vedevano dai tempi delle zuffe tra europei o dai Five Points. Quelle di &#8220;Gangs of New York&#8221;.</p>



<p><a href="https://www.allmilan.it/ibrahimovic-su-ancelotti-la-differenza-tra-un-allenatore-e-un-manager-e-questa/">LEGGI ANCHE – Ibrahimovic su Ancelotti: “La differenza tra un allenatore e un manager è questa”</a></p>



<p>Semplicemente, nella notte italiana &#8211; è già storia &#8211; <strong>i New York Knicks hanno vinto il loro terzo titolo NBA</strong>. Così raggiungono il primato nella stagione del campionato di basket americano, a <strong>ben cinquantatré anni</strong> dall&#8217;ultima volta. Un&#8217;attesa urgente per<strong> intere generazioni</strong>, per nonni e padri e nipoti, arrivata nel luogo che più ne aveva bisogno su tutta la superficie degli Stati Uniti d&#8217;America. <strong>E quindi gli americani piangono di gioia da ieri sera.</strong></p>



<p>Ma perché sanno che ci hanno <strong>creduto</strong>, durante tutto questo tempo, e in questi oltre cinquant&#8217;anni ci sono sempre stati.</p>



<p>Perché spesso le cose andavano male. E loro sono restati, comunque, i migliori tifosi d&#8217;America. </p>



<p>Allora, per noi europei deve restare evidente che, dall&#8217;altra parte dell&#8217;oceano, il <strong>modello americano </strong>dei New York Knicks, come accade nello sport, avrebbe potuto anche non finire così. Avrebbe potuto fallire ancora. Ma poi resta altrettanto evidente che gli americani abbiano seguito un percorso davvero chiaro, poiché hanno praticamente costruito questo team nel giro di <strong>soli TRE anni.</strong></p>



<p><em>Ci ha pensato anche il presidente James Dolan.</em> <strong>La progettualità della dirigenza Knicks</strong> &#8211; e la facciamo breve e troppo semplice &#8211; ha quindi visto in Brunson il ruolo di leader offensivo, in Towns una seconda minaccia offensiva, in Hart un potere operaio di corsa e sacrificio per il campo, in Anunoby un tradizionale specialista per &#8220;difesa e tiro da tre&#8221;, e in Bridges un elemento versatile nonché capace di fare un po&#8217; tutte queste cose, insieme. In mezzo ai titolari, poi, tanti altri discorsi fondamentali, e dei panchinari importanti.</p>



<p>Perciò, la progettazione degli americani ha sempre avuto a cuore i &#8220;<strong>ruoli</strong>&#8220;, e non soltanto quelli tattici. <strong>Infatti, la priorità dev&#8217;essere sempre alle gerarchie e alle responsabilità, ai compiti di ognuno che gioca.</strong> Perché in campo non sarebbe dovuto mancare niente, e quindi i protagonisti dovevano incastrarsi a perfezione.</p>



<p>Alla fine, i Knicks hanno vinto anche perché &#8211; insieme &#8211; non hanno mostrato punti deboli, come era stato studiato dalla progettazione sportiva. Hanno rappresentato un esempio piuttosto <strong>universale</strong>, anche nella costruzione dello staff: coerenza, unità, completezza di idee, e soprattutto <strong>complementarità.</strong></p>



<p>Perché ognuno deve completare chi è vicino, nello sport, per eliminare i difetti.</p>



<p>Forse questo non è il modello degli americani, <strong>ma è il buon modello &#8211; più in generale &#8211; dello sport.</strong> Ovvero, anche il modello dei New York Knicks.</p>



<p>Allo stesso tempo, poi, il Milan degli americani continua a prendere e acquistare in base ad altri criteri: le dirigenze da formare da capo hanno personalità contrastanti, diversissime, ognuna di una opinione diversa, con filosofie che non possono mai essere unitarie. Alla fine, <strong>il Milan lavora per frammentazione anche sul campo</strong>: non ci sono leader o giocatori più responsabilizzati &#8211; come era qualche anno fa -, è tutto confuso e non ci sono gerarchie. È questo lo specchio di una società <strong>dove ogni giocatore è sempre meno responsabilizzato, nel Milan.</strong></p>



<p><em>Ma in fondo basta che, quando tutto va male, <strong>la dirigenza di Cardinale dica di pensare all&#8217;americana, quando invece sta soltanto pensando male</strong>. Poi sorridere e annuire</em>, <em>come sempre.</em></p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.allmilan.it/stanotte-americani/">Milan, stanotte abbiamo capito che non siete neanche americani</a> proviene da <a href="https://www.allmilan.it">AllMilan.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Milan ucciso dall&#8217;incompetenza: peggio di così solo la retrocessione</title>
		<link>https://www.allmilan.it/milan-ucciso-incompetenza-retrocessione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Camillo Facchino]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 May 2026 08:10:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[EDITORIALE]]></category>
		<category><![CDATA[PRIMA PAGINA]]></category>
		<category><![CDATA[Cardinale]]></category>
		<category><![CDATA[editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[milan]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.allmilan.it/?p=111411</guid>

					<description><![CDATA[<p>È trascorso ormai più di mezzo secolo da quando Riccardo Cocciante urlava al mondo un ritornello destinato a entrare nella storia della musica italiana. Da quel lontano 1974, il Milan ha attraversato stagioni gloriose e periodi bui, arrivando più volte a incarnare quel celebre refrain: &#8220;Povero Diavolo, che pena mi fai&#8221;. Eppure, nonostante gli alti [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.allmilan.it/milan-ucciso-incompetenza-retrocessione/">Milan ucciso dall&#8217;incompetenza: peggio di così solo la retrocessione</a> proviene da <a href="https://www.allmilan.it">AllMilan.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>È trascorso ormai più di mezzo secolo da quando Riccardo Cocciante urlava al mondo un ritornello destinato a entrare nella storia della musica italiana. Da quel lontano 1974, il Milan ha attraversato stagioni gloriose e periodi bui, arrivando più volte a incarnare quel celebre refrain: <em>&#8220;<strong>Povero Diavolo, che pena mi fai&#8221;</strong></em>. Eppure, nonostante gli alti e bassi che fanno parte della storia di ogni grande club, nessuno avrebbe immaginato di ritrovarsi davanti a uno specchio capace di restituire un&#8217;immagine tanto desolante, privata di qualsiasi bellezza e, soprattutto, di qualsiasi anima. <strong>“Bella senz’anima”</strong>, appunto…</p>



<p>Quel giorno ha una data precisa: <strong>25 maggio 2026</strong>. Esattamente ventuno anni dopo Istanbul, ca va sans dire.. Attraverso un comunicato firmato dalla proprietà <strong>RedBird Capital Partners, e non dall&#8217;AC Milan</strong>, viene annunciato il licenziamento con effetto immediato dell&#8217;intera area dirigenziale e sportiva del club.</p>



<p><em>&#8220;Con effetto immediato, si conclude il percorso in AC Milan dell&#8217;Amministratore Delegato Giorgio Furlani, del Direttore Sportivo Igli Tare, dell&#8217;Head Coach Massimiliano Allegri e del Direttore Tecnico Geoffrey Moncada&#8230; per fallimento inequivocabile&#8221;.</em></p>



<p>Poco dopo le 18 di lunedì, a meno di ventiquattro ore dall&#8217;umiliante sconfitta interna contro il Cagliari costata l&#8217;accesso alla Champions League, <strong>il quarto piano di Casa Milan si svuota completamente</strong>. Eppure, nonostante i dirigenti epurati non avessero mai conquistato la fiducia del popolo rossonero, il buon senso aveva portato molti tifosi a pensare che dietro una scelta tanto drastica esistesse già un progetto chiaro, meditato e pronto a essere formalizzato.</p>



<p>Illusione durata pochissimo. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Uno spettacolo per pochi intimi: per dirsi cosa? </h2>



<p>Se mai ce ne fosse stato bisogno, <strong>sono cadute definitivamente le maschere</strong>. Più che manager e dirigenti, sono emersi i <strong>volti di improvvisati saltimbanchi</strong>, accompagnati da una <strong>presunzione direttamente proporzionale all&#8217;assenza di competenza dimostrata</strong>.</p>



<p>Si parte dalla famosa <em>&#8220;chiacchierata&#8221;</em> organizzata per una ristretta cerchia di giornalisti nell&#8217;opulenta cornice del Four Seasons Hotel. Nessun contraddittorio, nessuna domanda scomoda. Solo un lungo monologo nel quale si è parlato di tutto tranne che del Milan. L&#8217;<strong><em>Avenger Yankee</em></strong> è tornato a pontificare su come riformare il calcio italiano. Come se il problema del movimento fosse attendere le lezioni di chi, nel frattempo, ha contribuito a <strong>trascinare il Milan</strong> in ripetute <strong>stagioni fallimentari</strong>, a livello sportivo e gestionale.</p>



<p>Sui rossoneri, poche frasi di circostanza e persino un surreale elenco di <em><strong>&#8220;buoni&#8221;</strong></em> e <strong><em>&#8220;cattivi&#8221;</em></strong> <strong>della stagione</strong>. Tutto rigorosamente senza contraddittorio. Una vera masterclass di comunicazione. E la riforma del calcio italiano? <em>&#8220;Grazie, Gerry, ma abbiamo già saltato tre Mondiali. Come se avessimo accettato&#8221;.</em></p>



<p>Poi è iniziato<strong> il valzer dell&#8217;improvvisazione</strong>: viaggi, videocall, incontri, casting. Nessun problema se si cerca un allenatore senza aver prima individuato un direttore sportivo o un responsabile dell&#8217;area tecnica al quale affidare la costruzione del progetto. Del resto, quale sarebbe il ruolo di queste figure se gli vengono imposti uomini e scelte? In confronto, un <em>manichino da boutique</em> avrebbe una funzione più attiva.</p>



<p>Nel frattempo <strong>Rangnick ha chiesto carta bianca</strong>, suscitando stupore generale. <strong>Iraola e Xavi hanno già risposto con un elegante <em>&#8220;No, grazie&#8221;</em></strong>. E nel giro di appena quattro giorni <strong>il nuovo Milan è riuscito addirittura a sdoppiarsi</strong>. Ancora la <strong>fastidiosa e dannosa pluralità di anime</strong>.</p>



<p>Da una parte la <strong>corrente tedesca</strong>, con Ralf Rangnick e uno tra Jaissle e Glasner in panchina, sponsorizzata da Massimo Calvelli. Dall&#8217;altra Zlatan Ibrahimovic che spinge per il <strong>tandem ispanico</strong> composto da Mauricio Pochettino allenatore e Ramon Planes direttore sportivo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Chi comanda al Milan? <strong>Club senza guida e senza direzione</strong></h2>



<p>Ricapitolando. Il  <strong>trio americano, italiano e svedese,</strong> perfetto per una barzelletta, se non fosse che il suo operato sta facendo piangere milioni di tifosi, è riuscito nell&#8217;impresa di:</p>



<p><strong>A) mantenere vive le correnti interne</strong> che hanno avvelenato il club negli ultimi anni. Nonostante proprio queste fossero state indicate come una delle ragioni principali dell&#8217;azzeramento del management;</p>



<p><strong>B)</strong> <strong>farsi respingere da due allenatori</strong> che hanno preferito il Bayer Leverkusen o addirittura la temporanea disoccupazione alla panchina del Milan;</p>



<p><strong>C)</strong> individuare per la rifondazione <strong>figure che andrebbero liberate con indennizzi</strong> milionari dai rispettivi club sauditi (Jaissle e Planes). <strong>Oppure attendere fino a luglio</strong>, dopo il Mondiale, per diventare disponibili (Rangnick e Pochettino);</p>



<p><strong>D)</strong> dover fare i conti con una delle tre teste del presunto cerbero rossonero, <strong>Ibrahimovic</strong>, impossibilitato a frequentare Milanello fino a metà luglio perché <strong>impegnato negli Stati Uniti </strong>come commentatore televisivo;</p>



<p><strong>E)</strong> accorgersi soltanto in corsa che, per chiudere il bilancio di giugno, l<strong>&#8216;assenza di un amministratore delegato </strong>ha imposto il ricorso a deleghe straordinarie. Nel frattempo il progetto è passato dal <em>&#8220;no&#8221;</em> di Calvelli come AD, al cercare un italiano, poi uno straniero, poi nessuno, fino alle indiscrezioni che riportano proprio Calvelli nuovamente in corsa per quel ruolo;</p>



<p><strong>F)</strong> trasformare il <strong>progetto Milan Futuro</strong>, nato appena due anni fa tra entusiasmo e grandi aspettative, in un <strong>fallimento totale</strong>: retrocessione in Serie D e stagione anonima tra i dilettanti. E l&#8217;architetto di questo disastro, <strong>Jovan Kirovski</strong>, invece di pagare per i risultati ottenuti, sarebbe <strong>addirittura destinato a un rinnovo di contratto</strong> e a un ruolo più vicino alla prima squadra.</p>



<p>A rendere ancora <strong>più drammatico il quadro</strong> c&#8217;è la <strong>fuga ormai incolmabile dei rivali cittadini</strong>, oggi imprendibili sotto ogni aspetto: gestionale, progettuale e sportivo.</p>



<p>E allora viene spontaneo chiedersi: <strong>cosa potrebbe esserci di peggio?</strong></p>



<p>Intanto venerdì prossimo sarà <strong>sorteggiato il calendario della Serie A 2026-27</strong>. Una domanda, però, resta senza risposta: <strong>chi rappresenterà il Milan in quella sede?</strong></p>



<p>Perché oggi, guardando ciò che resta del club, torna inevitabilmente alla mente quel vecchio ritornello: <em><strong>&#8220;Povero Diavolo, che pena mi fai&#8230;&#8221;</strong></em></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>Seguici anche sui nostri profili </strong><a href="https://www.instagram.com/allmilanit?igsh=amRtajdiZTU1dTNj"><strong>Instagram</strong></a><strong>, </strong><a href="https://www.facebook.com/AllMilan.it"><strong>Facebook</strong></a><strong>, </strong><a href="https://www.tiktok.com/@allmilan.it?_t=8jAFxCuaQN7&amp;_r=1"><strong>Tik Tok</strong></a><strong>,</strong><a href="https://www.youtube.com/@allmilan"><strong>YouTube</strong></a><strong> e </strong><a href="https://x.com/allmilanit?s=21"><strong>X</strong></a></p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.allmilan.it/milan-ucciso-incompetenza-retrocessione/">Milan ucciso dall&#8217;incompetenza: peggio di così solo la retrocessione</a> proviene da <a href="https://www.allmilan.it">AllMilan.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>È stato preso per ottenere risultati: è inevitabile che il giudizio su Allegri si baserà su Milan-Cagliari</title>
		<link>https://www.allmilan.it/milan-cagliari-allegri-editoriale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudio Greco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 May 2026 12:10:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[EDITORIALE]]></category>
		<category><![CDATA[PRIMA PAGINA]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.allmilan.it/?p=110631</guid>

					<description><![CDATA[<p>È possibile giudicare una stagione sulla base di una singola partita? Sembra follia, ma mai come nel caso del Milan questa è la verità. Dopo l&#8217;ottavo posto dell&#8217;anno scorso, la dirigenza ha fatto una scelta ben precisa: Massimiliano Allegri, l&#8217;allenatore che più di tutti garantisse il raggiungimento degli obiettivi. Non si è voluto prendere un [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.allmilan.it/milan-cagliari-allegri-editoriale/">È stato preso per ottenere risultati: è inevitabile che il giudizio su Allegri si baserà su Milan-Cagliari</a> proviene da <a href="https://www.allmilan.it">AllMilan.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>È possibile giudicare una stagione sulla base di una singola partita? Sembra follia, ma mai come nel caso del Milan <strong>questa è la verità</strong>. Dopo l&#8217;ottavo posto dell&#8217;anno scorso, la dirigenza ha fatto una scelta ben precisa: Massimiliano Allegri, l&#8217;allenatore che più di tutti garantisse il raggiungimento degli obiettivi. Non si è voluto prendere un allenatore giovane o uno che costruisse un gioco particolarmente apprezzabile. Si è voluto badare al sodo, scegliendo <strong>l&#8217;affidabile Max</strong>. Dunque per valutare la stagione di Allegri, <strong>il peso dei risultati</strong> è ancora più influente ed inevitabilmente si baserà sull&#8217;esito dell&#8217;ultima giornata.</p>



<p class="has-text-align-center"><a href="https://www.allmilan.it/cardinale-investitori-milan/">LEGGI ANCHE: La posizione di Cardinale sull’ingresso di altri investitori nel Milan</a></p>



<p>Chiudere con 73 punti e il terzo posto in classifica vorrebbe dire portare a casa una stagione da 6/6,5, in cui il Milan ha comunque ottenuto un <strong>discreto quantitativo di punti</strong>, lottando per 30 partite circa con l&#8217;Inter per lo scudetto. E <strong>30 partite non possono essere un caso</strong>, vuol dire aver fatto l&#8217;80% del campionato quasi sul ritmo dei nerazzurri.</p>



<p>Tuttavia questo discorso perderebbe ogni valore <strong>se il Milan contro il Cagliari dovesse clamorosamente sprofondare</strong> e perdere la qualificazione alla massima competizione europea dell&#8217;anno prossimo. Uno scenario davvero beffardo e probabilmente anche ingiusto per una squadra che, dalla 4ª alla 35ª giornata ha sempre occupato uno dei primi tre posti della classifica. Tre giorni e tutto sarà chiaro, nel frattempo la squadra ha imboccato <strong>l&#8217;unica strada percorribile in queste situazioni: quella dell&#8217;unità</strong>. L&#8217;idea del ritiro è stata proposta e condivisa da tutto il gruppo, che non vuole lasciare nulla al caso e userà il ritiro probabilmente anche per aiutare a isolarsi da tutto il &#8220;rumore&#8221; che circonda il Milan.</p>



<p>Dopodiché sarà davvero <strong>il tempo dei giudizi e dei possibili cambiamenti</strong>. E come sempre servirà tanto equilibrio e raziocinio per capire come migliorare ciò che di positivo si è visto quest&#8217;anno.</p>



<p class="has-text-align-center"><strong>Seguici anche sui nostri profili&nbsp;<a href="https://www.instagram.com/allmilanit?igsh=amRtajdiZTU1dTNj"><strong>Instagram</strong></a>,&nbsp;<a href="https://www.facebook.com/AllMilan.it"><strong>Facebook</strong></a>,&nbsp;<a href="https://www.tiktok.com/@allmilan.it?_t=8jAFxCuaQN7&amp;_r=1"><strong>Tik Tok</strong></a>,<a href="https://www.youtube.com/@allmilan"><strong>YouTube</strong></a>&nbsp;e&nbsp;<a href="https://x.com/allmilanit?s=21"><strong>X</strong></a></strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.allmilan.it/milan-cagliari-allegri-editoriale/">È stato preso per ottenere risultati: è inevitabile che il giudizio su Allegri si baserà su Milan-Cagliari</a> proviene da <a href="https://www.allmilan.it">AllMilan.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Cardinale, non hai commesso errori: è il modello che non funziona! Il Milan va affidato a chi sa cos&#8217;è il Milan</title>
		<link>https://www.allmilan.it/cardinale-non-hai-commesso-errori-e-il-modello-che-non-funziona-il-milan-va-affidato-a-chi-sa-cos-e-il-milan/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Raffaele]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 May 2026 16:01:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[EDITORIALE]]></category>
		<category><![CDATA[PRIMA PAGINA]]></category>
		<category><![CDATA[acmilan]]></category>
		<category><![CDATA[allmilan]]></category>
		<category><![CDATA[Cardinale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.allmilan.it/?p=110113</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nel periodo più buio e delicato della storia del Milan, torna a parlare dopo un lungo periodo d&#8217;assenza il proprietario del club Gerry Cardinale. Il patron di RedBird ha tentato di ricompattare un ambiente che si è sfaldato come un vasetto d&#8217;argilla con delle dichiarazioni contradditorie, provocando l&#8217;effetto opposto sperato sulla piazza. Insomma, non una [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.allmilan.it/cardinale-non-hai-commesso-errori-e-il-modello-che-non-funziona-il-milan-va-affidato-a-chi-sa-cos-e-il-milan/">Cardinale, non hai commesso errori: è il modello che non funziona! Il Milan va affidato a chi sa cos&#8217;è il Milan</a> proviene da <a href="https://www.allmilan.it">AllMilan.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Nel periodo più buio e delicato della storia del <strong>Milan</strong>, torna a parlare dopo un lungo periodo d&#8217;assenza il proprietario del club <strong>Gerry Cardinale</strong>. Il patron di RedBird ha  tentato di ricompattare un ambiente che si è sfaldato come un vasetto d&#8217;argilla con delle dichiarazioni contradditorie, provocando l&#8217;effetto opposto sperato sulla piazza. Insomma, non una delle mosse migliori. Ma andiamo ad analizzare una piccola parte di quanto detto: </p>



<p><a href="https://www.allmilan.it/moretto-arrivano-novita-sul-fronte-tare-milan-i-dettagli/">LEGGI ANCHE &#8211; Moretto, arrivano novità sul fronte Tare-Milan: i dettagli</a></p>



<p><em>&#8220;<strong>Esiste una narrativa secondo cui io penserei solo ai soldi e non a vincere</strong>. <strong>È assurdo</strong>. Negli ultimi tre anni <strong>da quando ho acquisito il Milan, abbiamo speso più di qualsiasi altra squadra di A sul mercato</strong>. Non aver conquistato lo<strong> scudetto è una delusione</strong>. E se non entriamo nelle prime quattro sarà un fallimento. Per me, vincere una priorità. Sempre. <strong>Commettere errori? Certo che ne ho commessi</strong>&#8220;.</em></p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="686" src="https://www.allmilan.it/wp-content/uploads/2026/03/02-scaled-e1773013244885-1024x686.jpg" alt="" class="wp-image-104931" style="width:488px;height:auto" srcset="https://www.allmilan.it/wp-content/uploads/2026/03/02-scaled-e1773013244885-1024x686.jpg 1024w, https://www.allmilan.it/wp-content/uploads/2026/03/02-scaled-e1773013244885-300x201.jpg 300w, https://www.allmilan.it/wp-content/uploads/2026/03/02-scaled-e1773013244885-768x514.jpg 768w, https://www.allmilan.it/wp-content/uploads/2026/03/02-scaled-e1773013244885.jpg 1440w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Partiamo da qui, dal calciomercato. Il Milan è figlio di un altro mercato fallimentare, non solo perché il denaro non è stato reinvestito al meglio ma perché l&#8217;intento non è stato quello di costruire una <strong>squadra vincente</strong>, da scudetto, ma che potesse raggiungere il quarto posto con tranquillità. Dopo un girone d&#8217;andata oltre le aspettative, Allegri ha chiesto<strong> due innesti</strong> per continuare a competere che<strong> non sono arrivati</strong>, le ambizioni conclamate <strong>sono crollate</strong> e il campo ha mostrato tutte le <strong>fragilità </strong>di un <strong>Milan mal supportato</strong>. Sul mercato i rossoneri hanno incassato <strong>175 mln</strong>, reinvestendone <strong>170 circa</strong>, ciò significa che <strong>l&#8217;investimento da parte della proprietà</strong> è stato pari a 0. Dunque appare azzardato definire il Diavolo come il club che ha investito e speso di più in Serie A. </p>



<p><strong>Caro Cardinale</strong>, <strong>non si tratta di errori</strong>, ma di <strong>modello fallimentare</strong>. Per vincere e ambire a competere <strong>servono investimenti seri e mirati</strong>. Nessun club italiano può permettersi di spendere e spandere ma pensare ogni anno di stravolgere tutto è deleterio. Si vuole continuare su questa strada ? <strong>Si affidi il Milan a chi ha il Milan nel cuore e a chi sa cosa serve per crescere</strong>. Un Presidente che riconosce i propri errori <strong>richiamerebbe su due piedi Paolo Maldini</strong> con un biglietto di scuse ma sappiamo che per diverse ragioni è pura <strong>utopia</strong>. </p>



<p><strong>Da chi ripartirei? Adriano Galliani</strong>. Un uomo di calcio, che ha già vinto, che ha peso politico e soprattutto che ha l&#8217;autorità per far rispettare ad ognuno il suo ruolo senza alcuna intromissione. <strong>Galliani saprebbe gestire l&#8217;assenza di un Presidente</strong> <strong>che spesso fa rima con una lotta interna di potere</strong>. </p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.allmilan.it/wp-content/uploads/2023/07/Galliani-1024x576.jpeg" alt="" class="wp-image-27911" style="width:493px;height:auto" srcset="https://www.allmilan.it/wp-content/uploads/2023/07/Galliani-1024x576.jpeg 1024w, https://www.allmilan.it/wp-content/uploads/2023/07/Galliani-300x169.jpeg 300w, https://www.allmilan.it/wp-content/uploads/2023/07/Galliani-768x432.jpeg 768w, https://www.allmilan.it/wp-content/uploads/2023/07/Galliani.jpeg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Questa volta<strong> la rivoluzione dovrà essere totale</strong>, altrimenti <strong>si cambierà nuovamente per non cambiare niente</strong>. </p>



<p><strong>Seguici anche sui nostri profili </strong><a href="https://www.instagram.com/allmilanit?igsh=amRtajdiZTU1dTNj"><strong>Instagram</strong></a><strong>, </strong><a href="https://www.facebook.com/AllMilan.it"><strong>Facebook</strong></a><strong>, </strong><a href="https://www.tiktok.com/@allmilan.it?_t=8jAFxCuaQN7&amp;_r=1"><strong>Tik Tok</strong></a><strong>,</strong><a href="https://www.youtube.com/@allmilan"><strong>YouTube</strong></a><strong> e </strong><a href="https://x.com/allmilanit?s=21"><strong>X</strong></a></p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.allmilan.it/cardinale-non-hai-commesso-errori-e-il-modello-che-non-funziona-il-milan-va-affidato-a-chi-sa-cos-e-il-milan/">Cardinale, non hai commesso errori: è il modello che non funziona! Il Milan va affidato a chi sa cos&#8217;è il Milan</a> proviene da <a href="https://www.allmilan.it">AllMilan.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;Immortale!</title>
		<link>https://www.allmilan.it/immortale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Camillo Facchino]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 May 2026 18:16:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[EDITORIALE]]></category>
		<category><![CDATA[PRIMA PAGINA]]></category>
		<category><![CDATA[editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[milan]]></category>
		<category><![CDATA[moncada]]></category>
		<category><![CDATA[prima pagina]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.allmilan.it/?p=109986</guid>

					<description><![CDATA[<p>Chi è l’Immortale? Ci viene in aiuto la Treccani che lo definisce, in riferimento agli dèi pagani, “colui che non è mortale, che non è soggetto alla morte”. In pratica, qualcuno che non condivide con gli altri esseri umani il limite del viaggio terreno, il concetto di alfa e omega. Spesso, però, l’immortalità è anche [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.allmilan.it/immortale/">L&#8217;Immortale!</a> proviene da <a href="https://www.allmilan.it">AllMilan.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Chi è l’Immortale?</strong> Ci viene in aiuto la Treccani che lo definisce, in riferimento agli dèi pagani, <em>“colui che non è mortale, che non è soggetto alla morte”. </em>In pratica, qualcuno che non condivide con gli altri esseri umani il limite del viaggio terreno, il concetto di alfa e omega. Spesso, però, <strong>l’immortalità è anche una convinzione autoindotta</strong>: una forma di autoregolazione che nasce dalle dinamiche relazionali, dagli eventi professionali alimentati dalle proprie azioni e dai propri pensieri.</p>



<p>Edward Young, poeta e drammaturgo inglese vissuto tra Seicento e Settecento, espresse un pensiero antesignano di quel concetto di immortalità oggi attribuibile a un dirigente rossonero: <em><strong>“Ogni uomo crede che tutti gli uomini siano mortali, tranne lui”.</strong></em></p>



<p>Dal 2018 a oggi <strong>Geoffrey Moncada</strong> ha visto avvicendarsi proprietari, dirigenti apicali, allenatori e calciatori, attraversando indenne continue rivoluzioni societarie. Mai oggetto, mai bersaglio di contestazioni da parte del popolo milanista. E allora viene spontaneo chiedersi: <strong>come potrebbe Moncada non fare propria la massima di Edward Young?</strong> <strong>Come potrebbe l’<em>enfant prodige </em>dello scouting francese non sentirsi addosso il privilegio dell’immortalità?</strong></p>



<p>Classe 1986, a soli 26 anni inizia la carriera da capo match analyst del Monaco. Dopo appena due stagioni, nel 2015, diventa capo osservatore del club monegasco, conquistando notorietà per aver individuato, a soli 12 anni, tra le fila del Bondy, un ragazzino di nome <strong>Kylian Mbappé.</strong></p>



<p class="has-text-align-center"><strong><a href="https://www.allmilan.it/petizione-contro-furlani-superate-le-50-mila-firme-cresce-la-protesta-dei-tifosi-del-milan/">LEGGI QUI &#8211; LA PROTESTA CONTINUA: LE ULTIME</a></strong></p>



<p>Da lì la nomea di <strong><em>“fenomeno” </em>dello scouting</strong> fa rapidamente il giro d’Europa. Il nuovo Milan targato Elliott lo strappa al Principato dopo sette anni, portandolo a Casa Milan il 5 dicembre 2018. <strong>Colpisce subito il suo metodo di lavoro:</strong> approccio innovativo, database sterminati di giovani talenti scovati in provincia e valorizzati fino a generare importanti plusvalenze.</p>



<p>Il nuovo corso rossonero, fondato sulla sostenibilità economica e sulla valorizzazione dei giovani, non poteva lasciarsi sfuggire un profilo del genere. Per quattro stagioni <strong>Moncada guida l’area scouting</strong>, considerata vitale dagli americani. Il suo modus operandi, unito a capacità relazionali particolarmente apprezzate, lo rende un <strong>interlocutore gradito soprattutto</strong> ai protagonisti dell’era RedBird: <strong>Cardinale e Furlani su tutti.</strong></p>



<p>Nel <strong>giugno 2023 arriva così la promozione a Direttore Tecnico.</strong> Sarà un vizio tutto francese, ma come <em>Napoleone</em> nel 1804, tre anni fa Moncada sembra essersi idealmente auto-incoronato, avvolgendosi in una speciale porpora immortale. Oppure, volendo usare un riferimento più <em>pop</em>, è diventato l’alter ego calcistico di Ciro Di Marzio in Gomorra. <strong>Appunto: l’Immortale.</strong></p>



<p>Torniamo allora alle sue <strong>tre stagioni da Direttore Tecnico.</strong></p>



<p>Nelle sue mansioni rientra la <strong>supervisione della linea progettuale tecnica affidata ai direttori sportivi</strong>, prima D’Ottavio, oggi Tare, passando nel mezzo per la figura ibrida rappresentata da Ibrahimovic nella stagione 2024/25, <strong>dei quali è responsabile e supervisore. </strong>Come se nelle sue mani convivessero potere legislativo ed esecutivo applicati al calcio. <strong>Ideatore, garante e responsabile della macchina sportiva rossonera.</strong></p>



<p><strong>Eppure, in tutte le narrazioni rivoluzionarie che ogni anno travolgono il Milan, dov’è il suo nome?</strong></p>



<p>Alla fine della stagione <strong>2023/24</strong>, la prima senza Maldini, Massara e Gazidis, il capro espiatorio dei mancati risultati sportivi fu Stefano Pioli, ormai considerato a fine ciclo, insieme all’assenza di una figura-bandiera come Maldini capace di trasmettere milanismo allo spogliatoio. La stagione si chiuse con la Curva Sud vuota e con lo striscione <strong><em>“Il rumore del silenzio”</em> del 5 maggio 2024.</strong> Un epilogo che non rimase isolato. La coreografia umana <strong><em>“Go Home”</em> del 24 maggio 2025 </strong>accompagnò una giornata di protesta che vide migliaia di tifosi radunarsi prima a Casa Milan e poi dirigersi in corteo verso San Siro al grido di: <em><strong>“Ibra, Furlani, Scaroni, vogliamo le dimissioni. Non servono più spiegazioni: voi dovete andarvene”.</strong></em></p>



<p><strong>Manca qualcuno nominativo in questo coro? </strong>Certo che sì.</p>



<p>E il lavoro da Direttore Tecnico prosegue indisturbato anche in questa stagione, culminata domenica scorsa, <strong>10 maggio 2026</strong>, con la terza contestazione consecutiva della Curva Sud e con il settore nuovamente vuoto. Stavolta il bersaglio è stato l’amministratore delegato Giorgio Furlani: <strong><em>“G.F. Out”.</em></strong></p>



<p>Ciò che lascia basiti è <strong>come Moncada riesca sistematicamente a rimanere fuori da qualsiasi forma di narrazione critica.</strong></p>



<p>In tre anni da Direttore Tecnico ha avallato quasi cento operazioni di mercato tra entrate e uscite. Da interlocutore credibile sul piano tecnico e strategico, ha salutato Elliott e accolto RedBird; ha condiviso progetti con Gazidis e oggi con Furlani.</p>



<p>Ha collaborato e/o scelto cinque figure dirigenziali dell’area sportiva, Maldini, Massara, D’Ottavio, Ibrahimovic e Tare, e quattro allenatori: Pioli, Fonseca, Conceicao e Allegri. E non è finita qui. All’orizzonte si intravede già la possibilità di un sesto dirigente e di un quinto allenatore. Alcuni arrivano perfino a mettere in discussione lo stesso Giorgio Furlani.</p>



<p><strong>Lui no. Lui è sempre lì.</strong></p>



<p>Innominato. Intoccabile. Illimitato. Ingiudicato&#8230; <strong>Immortale!</strong></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>Seguici anche sui nostri profili&nbsp;<a href="https://www.instagram.com/allmilanit?igsh=amRtajdiZTU1dTNj"><strong>Instagram</strong></a>,&nbsp;<a href="https://www.facebook.com/AllMilan.it"><strong>Facebook</strong></a>,&nbsp;<a href="https://www.tiktok.com/@allmilan.it?_t=8jAFxCuaQN7&amp;_r=1"><strong>Tik Tok</strong></a>,<a href="https://www.youtube.com/@allmilan"><strong>YouTube</strong></a>&nbsp;e&nbsp;<a href="https://x.com/allmilanit?s=21"><strong>X</strong></a></strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.allmilan.it/immortale/">L&#8217;Immortale!</a> proviene da <a href="https://www.allmilan.it">AllMilan.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Inserire moneta e salvate il Milan</title>
		<link>https://www.allmilan.it/inserire-moneta-e-salvate-il-milan/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giovanni D'Elia]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 May 2026 09:10:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[EDITORIALE]]></category>
		<category><![CDATA[PRIMA PAGINA]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.allmilan.it/?p=109858</guid>

					<description><![CDATA[<p>La sconfitta contro l&#8217;Atalanta è soltanto l&#8217;ultima fotografia di un Milan fragile, irriconoscibile. Una squadra che si è totalmente smarrita inspiegabilmente. A San Siro è andata in scena una serata che racconta tanto, forse tutto, sul momento che stanno vivendo i rossoneri. La contestazione a Giorgio Furlani, i fischi alla squadra, la Curva Sud che [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.allmilan.it/inserire-moneta-e-salvate-il-milan/">Inserire moneta e salvate il Milan</a> proviene da <a href="https://www.allmilan.it">AllMilan.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>La sconfitta contro l&#8217;Atalanta è soltanto <strong>l&#8217;ultima fotografia di un Milan fragile</strong>, irriconoscibile. Una squadra che si è totalmente smarrita inspiegabilmente.</p>



<p>A San Siro è andata in scena una serata che racconta tanto, forse tutto, sul momento che stanno vivendo i rossoneri. La <strong>contestazione a Giorgio Furlani, i fischi alla squadra</strong>, la Curva Sud che lascia lo stadio al terzo gol dell&#8217;Atalanta. Scene che fanno male al cuore per chi ha il rossonero che scorre prepotentemente nelle vene.</p>



<p>Ma ci tengo ad analizzare questo momento tragico, calcisticamente parlando, con lucidità. È un Milan che <strong>ha perso soprattutto l&#8217;unità</strong>, che era stata la vera forza nel girone d&#8217;andata.</p>



<p class="has-text-align-center"><a href="https://www.allmilan.it/adani-senza-filtri-squadra-che-dovrebbe-scucirsi-lo-stemma-dal-petto/">LEGGI ANCHE: Adani senza filtri: “Squadra che dovrebbe scucirsi lo stemma che ha sulla maglia!”</a></p>



<p>Ognuno appare concentrato sul proprio futuro più che sul bene collettivo. Una società senza certezze, un allenatore in bilico, giocatori simbolo come Leao ormai distante dall’ambiente e consapevole che il rapporto con i tifosi appare irricucibile.</p>



<p>Un discorso simile si può fare per Pulisic. L&#8217; americano, infatti, non trova la via del gol addirittura dallo scorso dicembre e, negli ultimi mesi, il suo atteggiamento non è apparso sempre impeccabile. Prima gli screzi proprio con Leao, poi il presunto risentimento al gluteo emerso poco prima dell’ultima partita: episodi che hanno inevitabilmente alimentato dubbi e polemiche attorno al suo momento.<br>La sensazione è quella di <strong>un giocatore con la testa già proiettata verso il Mondiale</strong>, lontano parente del Pulisic brillante e decisivo che i tifosi rossoneri avevano imparato ad apprezzare in passato.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="575" src="https://www.allmilan.it/wp-content/uploads/2025/09/pulisic-francesco-1-1024x575.jpeg" alt="" class="wp-image-91575" style="aspect-ratio:1.7809439002671417;width:483px;height:auto" srcset="https://www.allmilan.it/wp-content/uploads/2025/09/pulisic-francesco-1-1024x575.jpeg 1024w, https://www.allmilan.it/wp-content/uploads/2025/09/pulisic-francesco-1-300x169.jpeg 300w, https://www.allmilan.it/wp-content/uploads/2025/09/pulisic-francesco-1-768x432.jpeg 768w, https://www.allmilan.it/wp-content/uploads/2025/09/pulisic-francesco-1-1536x863.jpeg 1536w, https://www.allmilan.it/wp-content/uploads/2025/09/pulisic-francesco-1.jpeg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
</div>


<p>Davanti si segna col contagocce, dietro si concede troppo. Le responsabilità sono di tutti, compreso l&#8217;allenatore, che nelle ultime settimane ha lasciato per strada troppi punti. Addirittura una sola vittoria nelle ultime 6 gare, numeri raccapriccianti.</p>



<p>Ma certe crepe partono inevitabilmente dall’alto. Parte sempre e tutto dal manico. Perché se una qualificazione Champions che sembrava blindata è diventata improvvisamente un rischio concreto, allora significa che dentro questo club qualcosa si è rotto profondamente. E oggi la verità è una sola: questa non è più una squadra da &#8220;Milan&#8221;.</p>



<p class="has-text-align-center"><strong>Seguici anche sui nostri profili&nbsp;<a href="https://www.instagram.com/allmilanit?igsh=amRtajdiZTU1dTNj"><strong>Instagram</strong></a>,&nbsp;<a href="https://www.facebook.com/AllMilan.it"><strong>Facebook</strong></a>,&nbsp;<a href="https://www.tiktok.com/@allmilan.it?_t=8jAFxCuaQN7&amp;_r=1"><strong>Tik Tok</strong></a>,<a href="https://www.youtube.com/@allmilan"><strong>YouTube</strong></a>&nbsp;e&nbsp;<a href="https://x.com/allmilanit?s=21"><strong>X</strong></a></strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.allmilan.it/inserire-moneta-e-salvate-il-milan/">Inserire moneta e salvate il Milan</a> proviene da <a href="https://www.allmilan.it">AllMilan.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
