L’accaduto allo Zini, è un evento che in una partita di calcio non dovrebbe mai capitare, poiché qualcuno si sarebbe potuto far molto male.
L’incontro tra Cremonese e Inter per le 23esima giornata di Serie A, ha dato mostra ad una partita di grande qualità da parte dei nerazzurri, che grazie ai loro giocatori più in forma, Di Marco, Lautaro e Zielinski, si è portata in vantaggio di due gol già nel primo tempo.
Cremonese che nel secondo tempo ha cercato di tenere botta alle arrembate degli avversari, ma ciò che è accaduto a pochi minuti dal fischio d’inizio del secondo tempo, è qualcosa che nessuno si sarebbe mai immaginato.
Con il cambio del lato di campo, il portiere della Cremonese, ed ex della partita, Emil Audero, avrebbe giocato sotto il settore ospiti, che purtroppo ha macchiato una partita tranquilla fino a quel momento. Un tifoso, ha lanciato un petardo in campo, estremamente vicino al portiere grigio rosso, che si è beccato un esplosione a pochi centimetri di distanza, oltre ad una ferita sulla gamba.
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Il lancio del petardo ha scombussolato l’andamento della partita, che da un momento all’altro si è vista interrotta, per un gesto indecoroso da parte di un tifoso. Da lì a pochi minuti però su grande gesto del portiere indonesiano, la partita è ricominciata e così facendo non è stata rinviata, che sarebbe stata una delle scelte più plausibili.
A fine partita ogni salotto di calcio, ha commentato l’accaduto, consapevoli di non sapere cosa sarebbe potuto accadere ai tifosi ospiti. Oltre a parlare della scelta scriteriata da parte di un singolo componente, che pare abbia perso tre dita con il lancio del petardo.
A togliere ogni dubbio ci ha pensato il presidente dell’ONMS (Osservatorio Nazionale delle Manifestazioni Sportive). Intervistato a Radio CRC per commentare con sguardo autorevole l’accaduto di Cremona:
“Sicuramente il Giudice Sportivo interverrà con una sanzione economica molto salata all’Inter come club. È una valutazione che non credo possa essere presa in considerazione dalla giustizia sportiva”.
“Il divieto di trasferta, invece, lo stiamo valutando in queste ore, anche sulla base di alcuni referti medici che ci devono arrivare da Cremona. Perché anche alla stazione qualche gruppo organizzato si è dedicato a fare confusione. Con persone che nulla avevano a che fare con la tifoseria della Cremonese”.
“All’interno degli stadi ed in prossimità è tutto più controllato, quindi si danno appuntamento fuori. È una strategia che tende a fissare un livello di potenza di questa o quella tifoseria. Non è solo una passione calcistica, ma subentrano secondo noi anche interessi ‘imprenditoriali'”.
“C’è da parte anche dei gruppi ultras un’avversione nei confronti delle forze dell’ordine: i nemici siamo noi”
Vietare le trasferte in tutta Italia?
“È un pensiero che attraversa in modo trasversale l’intero mondo del calcio. Stiamo lavorando ad un protocollo, che mi auguro possa veder luce per il prossimo campionato. Porrà delle regole più rigide nella vendita dei biglietti e nell’organizzazione delle trasferte”.
“lo ritengo che i club, se vorranno, si dovranno organizzare per far sì che le trasferte siano gestite da loro”
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