La decisione del governo sul Decreto Crescita è stata una mazzata non da poco per i club di Serie A. La scelta iniziale doveva essere quella di prorogare le agevolazioni fiscali sui giocatori proveniente dall’estero fino a febbraio, ma così non è stato. La decisione avrà effetto immediato, ciò significa che influenzerà sin da subito il calciomercato di gennaio. Quali sono i club che traevano più benefici da questi sconti fiscali, e dove si posiziona il Milan?

La reazione della Lega Serie A è stata immediata: “La mancata proroga produrrà minore competitività, riduzione dei ricavi, minori risorse da destinare ai vivai, minore indotto e minor gettito per l’erario”. Parole dure, ma certificate da concreti dati, che dimostrano quanto il Decreto Crescita aiutasse i club italiani”.
Come riporta Sky Sport, tra le big italiane, il Milan risulta essere la squadre che traeva più benefici dal Decreto Crescita. I rossoneri risparmiavano ben 22,45 milioni di euro sull’ingaggio dei propri assistiti. Segue la Roma, con una sottile differenza rispetto al al Milan. Di seguito la speciale classifica:
Milioni di euro risparmiati con Decreto Crescita:
- Milan 22,45
- Roma 22,25
- Inter 14,9
- Juventus 12,4
- Napoli 11,85
- Lazio 7,8
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Cifre piuttosto elevate per il club rossonero ed i capitolini. Dati che preoccupano le società per via dell’impatto che quest’agevolazione aveva nelle loro casse. Difatti, il club di Via Aldo Rossi avrebbe dovuto spendere 89,8 milioni di euro sul monte ingaggio lordo senza Decreto, cifra che invece con decreto si aggirava intorno ai 67,3 milioni.
Roma ed Inter avrebbero invece sborsato rispettivamente 89 e 59,6 milioni di euro rispetto ai 66,45 e 44,7 milioni spesi con Decreto. Leggermente inferiori le cifre che riguardano Juventus e Napoli, che rispettivamente avrebbero dovuto liquidare 49,6 e 47,4 milioni di euro senza le agevolazioni fiscali, rispetto ai 37,2 e 35,5 milioni con Decreto. La Lazio risulterebbe essere la squadra meno colpita, visto che il monte ingaggi lordo dei biancocelesti sarebbe stato di 31,2 milioni rispetto agli attuali 23,4 milioni secondo le agevolazioni.
Un risparmio totale che ammonta a circa 140 milioni di euro. Cifre da capogiro, che hanno influito sicuramente anche nelle operazioni di mercato dei club. Basti pensare che, nella scorsa finestra di mercato, 69 operazioni di mercato su 129 sono state fatte sfruttando il Decreto Crescita.
Lo stesso Furlani, qualche tempo fa al DLA Piper Sport Forum, aveva espresso la sua opinione su questo argomento: “I risultati sportivi portano ricavi, ma salta tutto se venisse tolto il Decreto Crescita; senza il Decreto sarebbe la distruzione del calcio italiano”.

Anche Marotta, AD dell’Inter, si è dimostrato contrario a questa decisione: “Nel momento in cui il calcio italiano stava risalendo la china a livello mondiale ed europeo abolire il Decreto Crescita rappresenta un autogol per il mondo del pallone e per il Paese in generale. Anche perché non ne usufruiscono solo i giocatori: ci sono anche allenatori che sono venuti in Italia e hanno avuto agevolazioni fiscali grazie al Decreto”.
Una rivoluzione che porterà quindi a grossi cambiamenti all’interno dei club dal punto di vista finanziario, e probabilmente influirà anche nelle strategie di mercato.
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