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ESCLUSIVA – Di Gennaro: “Cardinale ha fatto una scelta importante, ma per lo Scudetto serve questo”

di gennaro

La redazione di AllMilan.it ha avuto il piacere di intervistare Antonio Di Gennaro. Tra i temi chiave discussi con l’ex calciatore, la nuova linea intrapresa da Cardinale, il calciomercato e le prospettive che il Milan di Amorim può avere. Queste le parole di Di Gennaro:

Il Milan ha scelto di ripartire da zero quest’anno, con Cardinale pienamente coinvolto nelle operazioni. Secondo lei funzionerà questa nuova linea considerando le ultime tre stagioni fallimentari?
“Ha fatto piazza pulita. Poi non so se sta cercando dirigenti, ma non italiani da quel che presumo. Ibra rimane perché ovviamente ha le quote insieme a lui della RedBird. Quindi credo che per gestire una società importante come il Milan ci vogliono dirigenti che abbiano la conoscenza e la competenza. È ovvio che ha preso in mano la situazione. È importante. Dagli acquisti sembra che vogliano investire molto. E quindi ci sono buone speranze. Quest’anno è andata molto male, nel senso che non sono riusciti a ottenere il risultato che sembrava, almeno nelle ultime partite e negli ultimi mesi, fattibile”.

La proprietà ha investito pesantemente su giocatori come Ramos e Gila, spendendo più di 100 milioni. Cosa manca, secondo lei, alla squadra per essere competitiva e puntare ai grandi traguardi?
“Gila mi piace molto, è un difensore che cercava anche il Napoli ed è veramente completo. Su Gonçalo Ramos ho qualche dubbio, soprattutto per l’entità dell’esborso economico: 75 milioni di euro sono tantissimi, soprattutto per l’Italia. È ovvio che Cardinale ha voluto fare grandi cose. Non era un titolare neanche nel PSG (Ramos, ndr.), però questo non vuol dire che non possa essere l’attaccante che il Milan cerca da diversi anni. Perché in effetti anche l’anno scorso Allegri aveva cercato, a gennaio quando la squadra era prima e seconda, un difensore e un attaccante. Ed è arrivato Füllkrug. Credo che, con tutto il rispetto per Füllkrug, sia completamente diverso a Gonçalo Ramos.

Per adesso è una buona squadra. Poi credo che ci voglia un terzino sinistro, a meno che Bartesaghi si possa rifare, ma deve avere un’alternativa. Credo anche a livello di centrocampo possa prendere altri due. Un uomo per reparto. Già con Gila la difesa è apposto. Con l’attaccante Gonçalo Ramos, sempre che possa magari arrivare a una doppia cifra o anche di più. A centrocampo è rimasto Modrić che è importante. Non so se rimarrà Rabiot, però, insomma, anche a livello di centrocampo qualcosa deve arrivare. Anche sugli esterni, a meno che Amorim voglia giocare in modo diverso. Ho visto almeno dalle prime uscite un 3-4-3 dove gli esterni diventano fondamentali”.

Gerry Cardinale – photocredit: acmilan.com

Questione Leão. Il portoghese ha dichiarato diverse volte di voler provare un’esperienza in un altro campionato. Cosa dovrebbe fare la società?
“Ormai se lui aveva richiesto di andare via, credo che sia finita la sua avventura con il Milan. Anche perché negli ultimi due anni, a parte con Pioli molto bene, è andato calando l’atteggiamento, la capacità di non incidere. Anche l’anno scorso, il discorso di non voler giocare attaccante, però si è visto proprio dall’atteggiamento che è un giocatore che non è cresciuto. E quindi il fatto che non ha richieste è importante, nel senso che il Milan dovrà gestire bene questa situazione perché è un potenziale di valore, però ultimamente il valore è sceso. È normale che si vedano gli ultimi due anni.

E anche in nazionale non è stato il Leão che magari tutti pensavano quel talento che nella continuità è mancato. Il Milan credo che possa farne a meno, sempre che ottenga un esborso economico sufficiente. Non so quanto chiedono, 50-60 milioni. Oggi è molto difficile per i due anni che Leão non ha espresso per quelle che erano le sue qualità”.

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Lei ha qualche nome che possa prendere il posto di Leão?
“Gli esterni forti in Europa ci sono, in Italia pochi perché giochiamo tutti con il 3-5-2. Poi bisogna vedere anche a livello economico quanti altri soldi possa mettere sul piatto Cardinale, perché già due giocatori, 100 milioni per il nostro campionato, per le nostre disponibilità economiche a livello italiano. Siamo indietro rispetto ai campionati europei che hanno delle risorse, oltre che gli stadi, anche a livello di diritti televisivi. Quindi bisogna capire anche quanto vogliono spendere.

Se vuoi prendere un esterno forte vai a chiedere nelle grandi squadre. Però bisogna capire poi se uno viene, perché il Milan fa l’Europa League che è una coppa un pochino diversa. Tutti sperano di fare la Champions League. Quindi non è molto facile capire la quantità di denaro che possano mettere sul piatto e poi capire se il giocatore in questione possa accettare una squadra che non fa la Champions League”.

Sulla difesa a tre in Italia:
“Il 3-4-3 che fa Conte e Gasperini non è difensivo. Se poi vediamo anche altre squadre che magari sono più con il blocco basso e diventa una difesa a cinque, se non predispongono i difensori a partecipare alla manovra, se non hai esterni di centrocampo, d’attacco che fanno uno contro uno, diventa un 3-5-2 difensivo. Questo ovviamente penalizza un po’ la nostra qualità nel nostro campionato”.

Con l’arrivo di Amorim cambia la filosofia tattica. Quanto può funzionare il suo gioco offensivo in un campionato ostico come quello italiano?
“Deve avere una solidità difensiva perché, al di là di tutto, puoi giocare in tanti modi. Poi la difesa diverte e questo non vuol dire che ti devi difendere. Devi avere a livello di reparto e anche singolarmente una difesa che difende bene. E ovviamente rapportare a tutta la squadra, al centrocampo e all’attacco. Io ho letto le dichiarazioni sue molto importanti, nel senso che vuole dare un gioco di attacco, la pressione e tutto quanto. Poi ovviamente in italia sappiamo che a livello tattico gli allenatori sono molto preparati. Il 3-4-3, se lo fai bene come Gasperini…

Io quando vado a commentare Gasperini è un piacere, o lo stesso Chivu con il 3-5-2 in cui partecipano tutti. Quindi è un calcio totale. Il Milan deve ritrovare quella capacità di imporre un gioco. Fino a gennaio febbraio anche la squadra di Allegri stava andando molto bene, poi gli serviva un attaccante e, secondo me, un altro difensore, forse anche un terzino destro, ma non sono arrivati. Quindi molto dipende dalla rosa che ha a disposizione l’allenatore”.

Il Milan può puntare allo Scudetto?
“Il discorso è relativo sempre alle grandi squadre: puntano tutte al quarto posto. Poi è normale se lotti per lo Scudetto. Ricordo un’intervista dell’anno scorso di Cardinale in un convegno in USA dove diceva che l’importante era arrivare tra i primi quattro. Se poi giochi per lo Scudetto è un discorso a parte. Però tutte le squadre lottano per arrivare in Champions perché ci sono prestigio, soldi e puoi pianificare la campagna acquisti del prossimo anno. Questo è prevalentemente per tutte le squadre. Poi per lo Scudetto bisogna vedere la squadra che fa, l’Inter è ancora più forte, il Napoli è una squadra forte, la Roma se si potenzia ha l’allenatore che è tra i più forti di tutti. Quindi non sarà semplice. Arrivare tra le prime quattro, cosa che quest’anno non è successa, diventa fondamentale”.

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