Pochi giorni fa il Consiglio Comunale di Milano ha approvato la delibera della vendita dello stadio San Siro e delle aree circostanti alle società di Milan e Inter. 197 i milioni di euro versati al Comune del capoluogo lombardo. Ora la palla passa ai due club che dovranno completare le pratiche di rogito per l’acquisizione non oltre il 10 novembre 2025, data in cui scatterà il vincolo storico-architettonico della Soprintendenza sul secondo anello del Meazza. Poi si procederà con la progettazione del nuovo impianto meneghino, che sarà affidata a Foster e Manica. Si conta di giocare la prima partita nel nuovo stadio entro il 2030.
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La scelta di abbattere San Siro ha portato con sé tanti dibattiti, soprattuto nel mondo della politica. Il Presidente del Senato della Repubblica, Ignazio La Russa, nonché tifoso nerazzurro, ha infatti contestato tale decisione presa da Milan e Inter. Stando a quanto riporta Calcio e Finanza, il primo cittadino di Milano, Giuseppe Sala, ha risposto così alle parole del senatore alla Leopolda di Firenze. Queste le dichiarazioni del Sindaco:
“Se Milano vuole essere una città moderna, internazionale, non può avere timore a dire che lo stadio ha i suoi anni e che il Politecnico effettua continue verifiche perché il terzo anello vibra. Si prenda la cosa con coraggio. Io sono stato coraggioso, ho visto il problema sul tavolo e non mi sono girato dall’altra parte. La Russa dice di tenere San Siro perché ci sono altre squadre che ne possono usufruire oltre Inter e Milan. Chieda allora al Ministro Abodi di andare a reclutare squadre che vengano a giocare a Milano, gli facciamo un contratto di affitto. A giudicare il lavoro degli altri sono tutti capaci”.
