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San Donato, bocciata la mozione per la sospensione dell’Accordo di Programma: il sindaco Squeri spiega i motivi

squeri, sindaco di San Donato

Dove e quando? Può sembrare il titolo di un tormentone da radio di qualche anno fa, ma sono le due domande alle quali il tifoso milanista, ad oggi, non saprebbere rispondere riguardo al prossimo impianto che ospiterà le partite del Diavolo. L’iter del Milan per la realizzazione del progetto San Donato procedere, ma rimane aperta nelle discussioni con il sindaco Sala anche la pista San Siro. Intanto, nella serata di ieri, il Consiglio comunale della città limitrofa alla metropoli meneghina ha bocciato la mozione che chiedeva la sospensione del’Accordo di Programma.

I motivi della bocciatura, il sindaco Squeri spiega il perché

Sei voti favorevoli e dodici contrari, è questo il risultato della votazione dell’assemblea dopo circa due ore di discussioni. Una scelta che è stata motivata dal Sindaco di San Donato, Francesco Squeri, durante il suo intervento in aula. Queste le sue parole, riportate da Calcio e Finanza:

Dopo il nostro insediamento il proponente ci ha presentato una variante, proponendo un’ulteriore evoluzione del progetto, proponendo uno stadio da circa 70mila posti destinato al Milan. La nostra amministrazione è chiamata a scegliere tra due progetti urbanistici: arena sportiva o stadio. La nostra valutazione si basa un’analisi di costi-benefici e agire responsabilmente significa affrontare le valutazioni con serietà. Rifiutare a priori la proposta dello stadio avrebbe rappresentato una presa di posizione senza approfondimento, che non sarebbe stata nel migliore interesse della città“.

I passaggi che hanno portato all’Accordo di Programma

A seguito di una valutazione tecnica preliminare, abbiamo espresso parere favorevole alla possibilità di un Accordo di Programma, pur segnalando alcuni elementi del progetto che destavano preoccupazioni. Il Consiglio comunale ha condiviso e approvato a maggioranza questa valutazione. Il 18 giugno ho promosso l’Accordo di programma coinvolgendo tutti gli enti, che hanno aderito, e il 15 luglio si è costituito il comitato per l’accordo. Questo approccio su scala metropolitana dimostra la nostra lungimiranza. Questioni come la collocazione di uno stadio richiedono visioni ampie e coordinate. La segreteria ha già prodotto il primo documento di inquadramento della valutazione ambientale strategica, la cui procedura pubblica è già stata avviata. Questo percorso segue i tempi stabiliti dalla normativa. La pubblica amministrazione parla con gli atti, e con quelli che ho menzionato è stato avviato e sta proseguendo l’Accordo di programma“.

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Sindaco di San Donato
Francesco Squeri, Sindaco di San Donato

Per interrompere un iter amministrativo che trova nei suddetti atti il senso della sua legittimazione sarebbe necessario un nuovo atto che rappresenti il venir meno delle valutazioni e dei presupposti che fin qui hanno determinato l’avvio dell’accordo di programma“.

La pista San Siro non crea problemi

ll fatto che il Milan stia valutando la possibilità di realizzare a Milano il suo nuovo stadio non costituisce un elemento di novità. Questo non è quindi motivo sufficiente per interrompere in modo unilaterale il confronto previsto dall’Accordo di Programma. Altrettanto non potremmo obbligare una società a rinunciare a una possibile alternativa al proprio investimento, senza offrire in cambio la garanzia di approvazione del progetto a San Donato“.

Su quest’ultimo elemento è bene soffermarsi. Abbiamo detto che lo stadio può rappresentare un’opportunità, ma abbiamo anche esplicitato i nodi da affrontare e da sciogliere per portare questo progetto all’approvazione del consiglio (infrastrutture, viabilità ecc.). Se tali vincoli non saranno superati con risposte concrete ed efficaci, il progetto sarebbe giudicato non sostenibile e non potrebbe avere il consenso dell’amministrazione. Noi crediamo che queste risposte si possano concretizzare“.

Ad esempio, abbiamo riscontri molto positivi da FS. Il fatto che il Milan tenga aperta e approfondisca la possibilità su Milano non è una novità, ma neanche che il progetto stadio di San Donato abbia la sua concretezza e che ci sia da parte del Milan un investimento rilevante in tale direzione. Noi vogliamo proseguire l’iter con serietà, e nel suo corso non mancherà l’impegno a cogliere le variazioni di scenari che possano modificare l’orientamento su scala metropolitana della soluzione per gli stadi a Milano. Credo che quanto rappresentato chiarisca il motivo politico e amministrativo per cui la mia maggioranza esprimerà oggi un voto contrario alla mozione“.

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