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Passerini: “A San Siro l’agente di Lewandowski. Ecco chi ha davvero perso la partita!”

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Il pareggio tra Milan e Juventus chiude una delle partite più attese della stagione senza vincitori né vinti, ma con entrambe le squadre sempre più vicine all’obiettivo UEFA Champions League.

A commentare la sfida è stato il giornalista Carlos Passerini sul Corriere della Sera, che ha analizzato una gara povera di emozioni e dominata più dalla prudenza che dal calcio offensivo.

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Un punto a testa che avvicina la Champions

Secondo Passerini, il risultato finale è sostanzialmente quello atteso: un pareggio che accontenta entrambe le squadre.

Il Milan sale a 67 punti, mantenendo un margine rassicurante sulla zona esclusione europea, mentre la Juventus tocca quota 64 e consolida il quarto posto, allungando la propria striscia positiva a otto risultati utili consecutivi.

Per entrambe, però, la strada verso la qualificazione alla Champions League non è ancora chiusa: servirà un ultimo sforzo per blindare un traguardo fondamentale anche in ottica mercato.

Una partita povera di spettacolo

L’analisi del giornalista è netta: la sfida non è stata uno spot per la Serie A.

Ha prevalso la paura, con entrambe le squadre attente a non scoprirsi più che a colpire. Gli attaccanti, da una parte e dall’altra, sono stati tra i peggiori in campo, incapaci di incidere in una gara bloccata e tesa.

A brillare sono state soprattutto le difese: quella rossonera si conferma tra le migliori d’Europa, mentre quella bianconera mantiene la porta inviolata da quattro partite consecutive.

Il quarto 0-0 tra Milan e Juve

Il dato più significativo resta quello dei precedenti: si tratta del quarto 0-0 negli ultimi incroci tra Milan e Juventus.

Due squadre storiche che, secondo Passerini, da troppo tempo sembrano accontentarsi di obiettivi intermedi rispetto alle loro ambizioni.

Allegri e Spalletti, due filosofie a confronto

La sfida di San Siro ha rappresentato anche il confronto tra due visioni opposte di calcio: da un lato Massimiliano Allegri, legato a un approccio più pragmatico e orientato al risultato, dall’altro Luciano Spalletti, simbolo di un’idea più propositiva.

Due scuole di pensiero che, al di là delle etichette, continuano a influenzare il modo di intendere il calcio italiano.

Stadio pieno e mercato sullo sfondo

A San Siro erano presenti 75.681 spettatori, in una cornice da grandi occasioni. Tra gli ospiti anche il patron rossonero Gerry Cardinale e l’agente Pini Zahavi, con il nome di Robert Lewandowski che continua a circolare come possibile obiettivo di mercato.

In curva, però, non sono mancate le proteste per il caro biglietti, a testimonianza di un rapporto sempre più delicato tra spettacolo e tifosi.

Un finale tutto da decidere

La sensazione, in casa Milan e Juventus, è che il vero obiettivo sia ormai a portata di mano, ma non ancora conquistato. E proprio per questo le ultime giornate di campionato si annunciano decisive, dentro e fuori dal campo.

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