La partita sulla carta tra la più vincente d’Italia, la Juve, e la più vincente in Europa, il Milan, hanno dato mostra ad uno spettacolo tutt’altro che entusiasmante.
In molti incoronano Milan-Juventus, e viceversa, come la partita più attesa dell’anno, eppure i precedenti non hanno mantenuto le aspettative.
Gli ultimi cinque incontri si sono conclusi in questo modo: 0-0, 0-0, 2-0 per la Juve, 1-2 (semifinali supercoppa) e 0-0. Contando solo la Serie A, si contano quattro 0-0 ed una vittoria bianconera. Risultati deprimenti, se messe in corrispondenza alla qualità che accomunano i 22 in campo.
Tra i lampi di Conceicao verso un Bartesaghi non al meglio, anche se pure all’andata ha perso contatto con la realtà contro il piccolo portoghese, e la traversa di Saelemakers, i novanta minuti a San Siro sono passati molto lentamente.
La classica del calcio italiano è la più realistica rappresentazione del calcio che chiede l’italiano medio: grande difesa e poche occasioni buttate in rete. Peccato che solo una delle due si è presentata ieri sera, e no, non si parla dei palloni finiti in rete, dato che l’unico gol che sarebbe potuto arrivare è stato annullato per fuorigioco di Thuram, lato Juve.
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Dunque ci ritroviamo a commentare l’ennesima partita di grande prospettiva negli interpreti e nel nome delle squadre, ma che deludono costantemente al triplice fischio.
A commentare questa partita è l’ex calciatore dell’Inter Lele Adani a La Domenica Sportiva:
“Secondo me la metà degli italiani è contento di questa partita. Quanti senti che è meglio della miglior difesa, a non subire”.
“Ma quanti domani celebreranno “Non abbiamo fatto tirare in porta l’avversario”, “L’obiettivo è la Champions League?”. Quanti?”
“Siate sinceri, Troppi. Sono 10 anni che dico che per allinearci al mondo dobbiamo fare un calcio di ritmo, di proposta, e vengono preso per filosofo e teorico perché dico che questo calcio non è esportabile”.
“Poi ci dicono che le coppe bisogna giocarle all’esterno per esportare il prodotto”.
“Ma facciamo ridere, non emozioniamo. Chi ha guardato Milan-Juventus ha spento dopo un quarto d’ora. Ho una citazione per il primo tempo “Non ci resta che piangere”.
“Questa è la verità, lo sapete tutti, così come sapete che vicino a voi ci sarà quello che dice che non conta lo spettacolo, ma il risultato”.
“Ma sono contenti tutti? I 60mila di San Siro sono contenti perché hanno raggiunto il terzo quarto posto. Altra cosa: per contestare il progresso si sono inventati la dicotomia tra il gioco e il risultato in questo paese”.
“Ragazzi per fare risultato non devi fare partite così che fanno schifo, e dovete ammetterlo, anche a quelli che ve lo dicono in separata sede”.
Calcio noioso, poco propositivo, il classico pranzo domenicale per ogni appassionato, se ne esistono ancora, ma sopratutto tifosi delle rispettive squadre.
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