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Male il centrocampo, lunga vita a Okafor: cosa c’è stato Di Bello in Lazio-Milan?

C’è il dilemma che parte dal risultato, perché contro l’Atalanta il Milan aveva giocato bene ma aveva pareggiato. Contro la Lazio, invece, il Milan non ha davvero meritato ieri, ma ha vinto.

Ancora, ci sarebbe un’analisi che parte da tutte le mancanze che hanno contraddistinto il Milan. Ad esempio, il centrocampo del Diavolo che non ha fatto la partita e la Lazio che ha palleggiato di più, in parità numerica, senza trovare nessuno a centro area, al solito. Un primo tempo intero in cui Adli ha girato in campo cercando posizione, mentre Loftus-Cheek è finito allo stritolo, in contemporanea. C’era Bennacer che provava a proporsi e che, probabilmente, ha fatto qualcosa di più degli altri due. Ma, alla fine, in mezzo al campo del Milan c’era piuttosto il vuoto, e la Lazio stava lì ad attendere che si passasse da quelle parti, puntualmente.

Si potrebbe stare a discutere di tutti gli sforzi atletici da parte di Pulisic, che ci ha provato forse più degli altri. C’è stato Leao abbastanza in ombra, e Giroud che non è riuscito a farsi notare come nelle scorse belle giornate di inverno, dove era un po’ più di incanto. Si può parlare bene di Okafor che è entrato sicuramente bene, perché ha piazzato la palla in porta quella volta all’88’.

Alla fine, invece, c’è qualcosa che pesa di più sui giudizi della gente. Perché è stato un po’ poco Lazio-Milan, ed è stato tantissimo Di Bello contro Pellegrini contro Pulisic. La gara, in effetti, gira tutta qui dentro. Nonostante un gol che dovrebbe essere di quelli emozionanti all’ultimo minuto. Ma che, invece, è stato un po’ meno. Nonostante i tre punti importantissimi davvero.

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Nella vicenda si sono poi aggiunti personaggi importanti come Lotito, Pioli, Immobile, Sarri e un po’ di giornalisti e un po’ di tifosi. Ma, alla fine, al momento questi sono quelli con i ruoli marginali, in qualche modo.

La realtà è che, forse meglio o forse peggio di tutti nelle colpe, il primo protagonista è stato l’arbitro Di Bello che al 57′ non ha fermato il gioco, come avrebbe dovuto fare, in seguito al colpo in testa ricevuto da Castellanos. Allo stesso modo, forse meglio o peggio di tutti non si sa, anche perché poche volte si è visto un giocatore fermarsi poco chiaramente da ultimo uomo o quasi, c’è stato Luca Pellegrini.

Eppure, una delle parole che girano di più sul web è “antisportività”, nonostante il concorso di colpe tra Pellegrini (Lazio) e l’arbitro. Il concetto più importante. Perchè è stato, ad esempio, lo stesso Pellegrini ad accusare il Milan di antisportività in un post su Instagram.

Questo quando Pulisic, nel migliore dei casi – ma anche probabilmente – non si era accorto di nulla. Come tanti altri in campo, in panchina e come tanti pure a casa, non sapeva cosa era successo. Almeno, con ottima probabilità, rivedendo anche le immagini.

Allo stesso modo, che Di Bello ci abbia capito poco nei minuti finali con le altre due espulsioni alla Lazio, altri due episodi, è un conto che riguarda poco il Milan e nemmeno lo avvantaggia particolarmente. E così, riguarda ancora meno Pulisic, o chiunque altro.

Pulisic, in effetti, non dovrebbe essere stato antisportivo.

C’è stato molto poco di antisportivo in Lazio-Milan, in teoria. Ma, certo, sarebbe stato meglio se ci fosse stato qualcosa altro Di Bello.

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