Chukwueze è a metà tra il piccione e la statua.
Si dice che “un giorno sei il piccione, un altro la statua”. Altre volte più moderne si è detto che “o sei il piccione, o vivi tanto a lungo da diventare la statua” e viceversa. Marco Giampaolo, che ha allenato il Milan appena qualche anno fa, diceva: “A volte sono uno sciocco, altre un talebano”.
I giornalisti Riccardo Trevisani e Stefano Borghi si sono quasi scontrati sul canale YouTube di Cronache di Spogliatoio, dibattendo sull’argomento Chukwueze. Il primo più convinto che non valga la pena d’avere l’onore di schierare Chukwueze nell’Associazione Calcio Milan. Il secondo, invece, più portato a vedere il bicchiere Chukwueze mezzo pieno, generalmente. Senza prendere posizioni estreme, entrambi moderati con le loro tesi, tutti e due senza grosse certezze e senza posizioni nette, fino alla fine del dibattito non sono riusciti ad ammettere di avere assoluta fiducia o sfiducia nei confronti del nigeriano. Contrariamente a quanto Trevisani avrebbe detto una manciata di mesi fa, o a come Borghi avrebbe risposto ad inizio anno.
Questo perché Chukwueze è a metà tra il piccione e la statua dopo un paio di buone partite, e non si capisce ancora oggi “che cosa voglia fare da grande”.
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Nella penultima è arrivato un gran gol che ha steso il Verona fino al 3-1, nell’ultima c’è stato appena un ottimo primo tempo tutto d’ispirazione contro la Fiorentina. Per mesi, invece, non abbiamo visto quasi nulla da parte del secondo miglior dribblatore della Liga recente (negli ultimi 5 anni, solo Messi aveva più dribbling riusciti in percentuale, tra gli attaccanti/trequartisti del campionato).
Chukwueze è nella splendida posizione di potersi autodefinire, non solo con meriti o colpe proprie, nelle prossime settimane. Anche dopo mesi difficilissimi. Può scrollarsi la storia del piccione e diventare una statua subito, perché ora tutto sembra poter cambiare. O anche, tutto può restare uguale.
Chukwueze può diventare tutta un’altra cosa in due o tre buone partite, forse, nonostante mesi terribili, ed è anche questo il bello del calcio, raramente, quando il vento sembra accompagnare verso una direzione straordinaria, forse.
Fino ad ora, però, Chukwueze è a metà tra il piccione e la statua, e può subito tornare giù o tornare su, già alla prossima.
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