Due punti in 3 partite, non succedeva da 13 anni. Inutile dire che Paulo Fonseca esordio peggiore sulla panchina del Milan non avrebbe potuto farlo.
Inutile dire che il nuovo tecnico rossonero è già al centro delle polemiche e delle discussioni di giornalisti, opinionisti e tifosi.
Questa mattina anche il direttore del Corriere dello Sport, Ivan Zazzaroni, ha espresso il suo pensiero sulle difficoltà affrontate dal Milan in queste prime giornate e ha formulato un inaspettato, ma interessante, paragone tra il neo tecnico rossonero e Rudi Garcia. Queste le sue parole:
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“Si è vista la mano di Fonseca, questo è fuor di dubbio: la rinuncia per una settantina di minuti a Leao e Theo in una partita nient’affatto scontata ha ridotto sensibilmente le distanze tecniche e fisiche tra le squadre, al punto che la Lazio ha giocato meglio, con più coraggio e lucidità, e avrebbe meritato di vincere. Il calcio sa essere bastardo, purtroppo, e il gol di Leao subito dopo l’ingresso in campo ha sublimato l’errore esiziale, se si considerano il momento e la classifica; errore condiviso – immagino – con la società. Quella che nasceva come battuta si sta trasformando in un sospetto: pur se con i necessari distinguo, la genesi e la prima fase della gestione Fonseca ricordano tanto quelle di Rudi Garcia a Napoli, proprio un anno fa.
Le analogie tra Garcia e Fonseca
Entrambi seconde o terze scelte del club, entrambi con una gran voglia di incidere in fretta – naturale, essendo dei professionisti di livello -, entrambi con il supporto (e alcune riserve) di un management fin troppo muscolare. Le analogie? Prima cosa, l’azzeramento delle gerarchie; seconda, il tentativo di mandare dei segnali forti e chiari alle prime firme – da Kvara e Osi allora a Leao e Theo oggi. Il risultato è stato un Milan assai lontano dalle proprie aspirazioni (il bel gioco): le cose semplici sono le migliori, per le rivoluzioni c’è sempre tempo”.

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