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Il Milan cerca casa: le ultime sul nuovo stadio

Uno dei temi caldi nel mondo rossonero è oggi sempre più quello concernente il nuovo stadio di proprietà del Milan. Si è dibattuto a lungo sulla permanenza dell’opera nella zona di San Siro, con l’edificazione del nuovo stadio di fianco all’attuale, che sarebbe stato demolito. L’idea non ha però incontrato il pieno favore della giunta comunale, contraria alla demolizione della storica Scala del Calcio e che più volte ne ha proposto la ristrutturazione. Indicazione che non è assolutamente nei piani delle società di via Aldo Rossi. Il Presidente Paolo Scaroni ha infatti dichiarato: “Una soluzione a San Siro sarebbe stata meno costosa, ma non ci avrebbe dato quel senso di identità.

La scelta del luogo in cui far sorgere il nuovo stadio è dunque recentemente ricaduta su San Donato Milanese, data la sua importanza a livello di visibilità e snodo infrastrutturale. Il 27 settembre 2023, il Comune ha infatti ricevuto dal Milan la proposta di variante del progetto della nuova opera con annessa documentazione di sostegno. Si attende l’approfondimento dell’ufficio tecnico e il successivo voto del Consiglio Comunale, prima dell’eventuale apertura di un accordo di programma coinvolgente tutti gli enti. 

In particolare, il progetto, che è stato affidato allo studio Manica, prevede 70 mila posti e il 2028/29 come anno di conclusione dei lavori. Mistretta, assessore alle opere pubbliche e mobilità del Comune, si dimostra ottimista al riguardo e sostiene fortemente il progetto, evidenziando come i problemi inerenti a viabilità, ordine pubblico e parcheggi possano essere ovviabili tramite convenzioni con la città di Milano per garantire presidi di forze dell’ordine, oltre alla realizzazione di posti per auto e moto in città e nelle aree circostanti. 

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Nell’ideazione del nuovo stadio, il Milan potrebbe seguire il progetto del Real Madrid che ha da poco ultimato i lavori per la quarta ristrutturazione del Santiago Bernabéu, rendendolo di fatto multifunzionale per ospitare manifestazioni e spettacoli non solo calcistici. La struttura sarà infatti aperta tutta la settimana, con una capacità reddituale di circa 350 milioni di euro l’anno.

Tra le novità più sorprendenti il campo di gioco retrattile. La retrattilità consentirà, oltre ad una migliore gestione del manto erboso, di liberare lo spazio centrale rendendolo così utilizzabile per altre attività senza correre il rischio di rovinare il terreno di gioco. A livello architettonico è stato installato un tetto scorrevole che permette così di passare in pochi minuti dalla modalità “a cielo aperto” a quella “coperta”, con l’obiettivo non solo di garantire protezione dalle intemperie al pubblico ma anche di migliorare sensibilmente l’acustica durante i live, mantenendo insonorizzato l’ambiente circostante. Dalla privatizzazione dello stadio, seguendo le orme del club spagnolo, il Milan potrebbe ricavarne un arricchimento non solo a livello calcistico ma anche economico, vantando così un aumento di guadagni utili a migliorare la sostenibilità dei bilanci.

Giuseppe Sala
Il sindaco di Milano Giuseppe Sala

Detto ciò, l’amministrazione comunale milanese non sembra ancora essere in linea con le idee della società rossonera. Una mozione di richiesta al club di costruire il nuovo stadio in città è stata approvata giovedì in Consiglio Comunale. Tuttavia, la convocazione non ha ancora avuto un seguito pratico. Il sindaco Giuseppe Sala dichiara al riguardo: “Continuo a ribadire che a mio giudizio è un errore andare fuori da Milano…Io invito le squadre a ripensarci”. 

Una cosa, dunque, è certa. La partita per lo stadio è più aperta che mai.

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Articolo prodotto dai ragazzi del Workshop:

Stefano Tremolada, Aurora Angelica Manias, Andrea Elefante, Cristina Uber