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Sabatini sicuro: “Il Milan è un’altra squadra con lui in campo!”

Sabatini

Il pareggio tra Roma e Milan lascia più interrogativi che certezze. A fotografare il senso della sfida dell’Olimpico è Sandro Sabatini, che sul suo profilo Instagram ha offerto una lettura lucida e pungente di un 1-1 che accontenta pochi e favorisce soprattutto le rivali.

Per Gian Piero Gasperini c’è una soddisfazione solo parziale: «Il primo risultato positivo in uno scontro diretto», sottolinea Sabatini, accompagnato però da una «grande amarezza» per un primo tempo dominato dalla Roma senza riuscire a trovare il gol. Un’occasione mancata che ha permesso al Milan di restare in partita e addirittura di ribaltare l’inerzia nel secondo tempo, trovando il vantaggio sugli sviluppi di un calcio d’angolo con De Winter.

Il pareggio è arrivato poi dal dischetto, per un fallo di mano di Bartesaghi definito «ingenuo e involontario, ma comunque evidente». Un episodio che ha rimesso in equilibrio il punteggio, ma non necessariamente gli umori. «Un sorriso per la Roma? Non credo proprio», osserva Sabatini. «Uno per il Milan? Sì, quello dello scampato pericolo».

A sorridere è l’Inter per Sabatini

Il vero sorriso, però, è per altri. «Soprattutto per l’Inter che allunga in classifica e per la Juventus che accorcia in ottica Champions», evidenzia il giornalista, allargando lo sguardo agli effetti del risultato sulla corsa ai vertici.

Sul piano del gioco, la Roma esce con più rimpianti che rimorsi: «Primo tempo super», forse agevolato da un Milan «rinunciatario», mentre nella ripresa la gara si è fatta più equilibrata. Alla fine dei 90 minuti, però, il verdetto appare chiaro: «Il risultato sta stretto alla Roma». Da segnalare la prova positiva di Malen, vivace nonostante l’assenza del gol.

In casa Milan, invece, Sabatini lancia una riflessione tattica: la squadra è sembrata più pericolosa con Fullkrug come riferimento offensivo nel finale. E la domanda resta sospesa: «Non sarebbe il caso per Allegri di partire subito con il tedesco, invece di affidarsi alle promesse evanescenti di Nkunku e Leao?». Un interrogativo che potrebbe pesare già dalle prossime scelte di formazione.

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