Il rigore concesso questa sera alla Roma, poi trasformato da Lorenzo Pellegrini, non è stato soltanto un episodio chiave del match, ma anche un dato che fa riflettere in casa Milan. Con quello dell’Olimpico, i rossoneri salgono infatti a 7 rigori fischiati contro, balzando al primo posto solitario nella speciale classifica dei penalty concessi a sfavore in Serie A.
Un primato poco invidiabile, che evidenzia una tendenza ormai chiara nel corso della stagione. Alle spalle del Milan troviamo Napoli e Udinese a quota 6, seguite da Fiorentina e Lecce con 5. Numeri che, se letti nel complesso, raccontano di una squadra spesso costretta a difendere in situazioni di emergenza all’interno della propria area.
Il dato assume un peso ancora maggiore se confrontato con quello delle dirette concorrenti. L’Inter e la Juventus, per esempio, hanno subito appena due e un rigore rispettivamente, mentre l’Atalanta si ferma a quota uno. Un divario che inevitabilmente alimenta discussioni, analisi e anche qualche polemica.
Dietro questi numeri possono esserci diverse chiavi di lettura: errori individuali, ritardi difensivi, ma anche un atteggiamento più aggressivo che porta a esporsi al rischio di interventi al limite. Non va esclusa nemmeno la componente arbitrale, tema sempre delicato e centrale nel dibattito calcistico italiano.
Quel che è certo è che ogni rigore concesso rappresenta un potenziale punto perso, soprattutto in un campionato equilibrato come questo. Il Milan dovrà interrogarsi sulla propria fase difensiva, cercando maggiore attenzione e pulizia negli interventi dentro l’area.
La classifica parla chiaro: sette rigori contro non sono un caso. E se i rossoneri vogliono restare competitivi fino alla fine, ridurre questo dato diventa una necessità, non più una semplice statistica.
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