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Braida: “Il colpo di cui vado più fiero al Milan è questo!”

Braida

La storia del Milan è sviluppata su vari capitoli della sua storia, uno di quelli indimenticabili è quello della gestione Berlusconi.

Il Milan per essere una grande squadra non è passata solo dai suoi grandi giocatori, ma anche da chi lo ha costruito.

Da Berlusconi sono arrivate le direttive, ma a compiere gli atti e il conseguente acquisto dei vari campioni, che hanno vestito la maglia rossonera, arriva dal braccio destro Galliani ed il direttore sportivo di quegli anni, Ariedo Braida.

Gli aneddoti delle trattative sono infiniti, ed unici nel loro genere. Dal contratto infilato nelle mutande di Galliani per comprare dal Feyenoord Frank Rijkaard, all’offerta last minute del condor per portare Alessandro Nesta al Milan.

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Trattative complesse da stilare e classificare, ma Ariedo Braida ci ha provato ai microfoni de “Il Giorno”:

“Il colpo più importante? Non uno solo ma due. Sono più affezionato a Shevchenko, vero, ma Van Basten fu una vera scoperta”.

L’ucraino non era un calciatore sconosciuto, aveva già fatto molto bene alla Dinamo Kiev, ma noi in quel momento storico non potevamo sbagliare”.

Prendere il centravanti giusto era una grossa responsabilità. Ogni volta che andavo a seguirlo faceva delle cose impressionanti”.

Poi lo vide anche Galliani, ma Sheva sbagliò la partita… per fortuna Adriano si fidò di me. Io ad Andriy avevo detto: ‘Vieni al Milan e vincerai il Pallone d’Oro’. E infatti…

Van Basten? Un’altra operazione che sento ‘mia’. Lo avevo visto ad Amsterdam e mi aveva colpito perché faceva solo giocate decisive”.

Ha presente quando vede una bella donna e scatta qualcosa dentro? Ecco, successe questa cosa, un colpo di fulmine”. 

La trattativa di cui vado più fiero? Quella riguardante Ancelotti, perché all’inizio sembrava tutta in salita. Un rimpianto?

Certo. Con Galliani ero andato a Genova per l’acquisto di Luca Vialli. Sembrava tutto fatto poi ci dissero che preferiva restare alla Sampdoria perché a Milano non c’era il mare”.

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